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LA NOTTE DELLA TARANTA

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Da sempre si sa che la cultura è il moto che fa muovere il mondo, ultimamente però si sta riscoprendo molto di più, infatti il gusto e l’importanza di tramandare nel tempo quelle origini fatte di: tradizioni, cultura, storia, che hanno accomunato il secolo scorso e che i nostri nonni hanno vissuto. Un evento in particolare è riuscito negli anni a farsi strada tra le varie attività culturali ed artistiche e ha lasciato un segno tra i giovani di tutta Italia e non solo. Sono oltre 300 mila le persone che ogni anno seguono il festival itinerante che fa tappa nei comuni della provincia di Lecce e più in particolare della Grecia Salentina, la Notte della Taranta. La Notte della Taranta è un festival di musica popolare e folkloristica salentina nata da un progetto sviluppato nel 1998, il cui scopo era quello di fondere tradizioni e musica popolare con melodia contemporanee realizzando quel nesso che tiene unito passato e presente. Le tappe del concerto itinerante sono 15 e includono diversi paesi tra cui Melpignano, luogo del concertone finale trasmesso in Rai e seguito su tutti i social network non solo dai giovani del Salento, ma di tutta Italia e non solo.

Le tappe sono: Corigliano D’Otranto, Castrignano Dei Greci, Sogliano Cavour, Zollino, Cursi, Sternatia, Martignano, Carpignano Salentino, Calimera, Lecce, Alessano, Soleto, Cutrofiano, Galatina, Martano e Melpignano! Quindi un evento molto importante che caratterizza l’estate salentina, che unisce persone e mondi differenti facendoli sentire non così distanti come si crede. Quest’anno il festival si è aperto a

Corigliano il ad Agosto. Punto fondamentale di questo comune è il Castello de’ Monti rappresenta un monumento di architettura militare e feudale del Cinquecento. Oggi il Castello che ha, ovviamente, perso la sua funzione difensiva, riveste un ruolo molto importante per quella che è l’attività turistico recettiva del luogo, ospitando durante tutto l’anno eventi di carattere culturale, artistico e sociale.

Seconda tappa, ad Agosto a Castrignano, nato secondo alcuni scritti antichi grazie all’infiltrazione delle acque che hanno permesso l’attecchimento dei primi insediamenti, grazie anche alle grotte naturali che nella zona si erano andate formando, che fungevano da piccoli abitacoli. Luoghi di interesse culturale di questo comune così impegnato alla salvaguardia delle tradizioni, grazie allo studio della lingua Grika nelle scuole, sono: la cripta si Sant’Onofrio di origine bizantina, la chiesa dell’Annunziata ed il parco con le “pozzelle”, tipici pozzi che venivano utilizzati anticamente per raccogliere le acque piovane.

Sempre ad Agosto l’appuntamento era nella piazza di Sogliano, le cui origini sono assai difficili da ricostruire data l’assenza di scritti storici che lo collocherebbero in un preciso momento storico. Ma non per questo il pese non ha di che vantarsi, è possibile visitare: la Chiesa Maria SS. Annunziata, la Chiesa di San Lorenzo Martire, Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio.

L’inizio del weekend si apre con la tappa di Zollino, ad Agosto, comune che conserva ancora le sue origini messapiche grazie alla presenza di dolmen e menhir, importanti quanto le “pozzelle”, il frantoio ipogeo, e la Chiesa di S. Pietro e Paolo. Anche in questa cittadina la salvaguardia della cultura è molto importante e viene diffusa alla popolazione grazie a degli eventi pubblici svolti nella piazza in varie occasioni dell’anno.

Cursi, definita il paese a maggior esportazione di blocchi di pietra leccese, deve le sue origini ai romani, come si può notare dallo stemma della città, raffigurante un corriere militare che porta in mano un plico di lettere.

Domenica è il turno di Sternatia, uno dei più impressionanti borghi della provincia di Lecce, ricco di monumenti e cultura come: il frantoio ipogeo, il palazzo baronale, e la chiesa matrice.
Quello che risalta di più agli occhi di tutti, è la presenza di studiosi di lingue minoritarie e tradizioni culturali poiché la presenza di giovani e meno giovani che parlano la lingua grika è elevata!

Martignano è il paese più piccolo della Grecia Salentina e conserva discrete testimonianze di una cultura ancora viva.

Sulla via di Otranto incontriamo un’altra tappa della Notte della Taranta, Carpignano, circondato da secolari alberi di ulivo che introducono una discendenza dalle culture orientali. Questo è il paese le cui origini sono le più remote.

Calimera che ospita la tappa del 13 agosto, ha un’origine orientale e bizantina, anticamente nota come produttrice di carbone, questa cittadina conserva ancora il nome, la memoria e le tradizioni ellefone che illustri cittadini hanno trasmesso nel corso del tempo.

Vigilia di ferragosto, tappa per Lecce, capitale indiscussa del barocco, ma non solo, grazie al suo straordinario patrimonio artistico e monumentale è capace di offrire al viaggiatore una diversificata visione della tradizione storica.

Sempre ad agosto approdiamo ad Alessano, purtroppo nessun documento storico permette di far luce circa la reale origine di questa città. Ma probabilmente ha uno stampo dei Normanni che caratterizzarono tutto il territorio del Capo di Leuca e una più piccola influenza messapica.

Soleto anticamente, era al centro di un incrocio di strade che collegavano Roca e Nardò, per questo probabilmente si attribuisce la sua nascita all’epoca preromana. Conosciuta anche come città della Guglia proprio per la capacità di lavorare la pietra che in questa zone è molto sviluppata.

Ancora ad Agosto il tour approda a Cutrofiano, considerata la patria della lavorazione della terracotta, un’importante tradizione artigianale risalente al medioevo, che consente la produzione di stoviglie e articoli casalinghi di argilla, la cui importanza e relativa esportazione, viene effettuata in tutto il mondo.

Penultima tappa, quella di Galatina, tradizione vuole che sia stata fondata dagli antichi Graci come omaggio alla dea Minerva, ilcui animale sacro, la civetta, è appunto rappresentato nello stemma civico.

Ultimissima tappa prima del concertone finale, Martano, 20 agosto, città in cui storia e leggenda si mescolano tant’è che sono molto astratte le notizie circa le sue origini. Come da stemma civile, molti attribuiscono la nascita al centurione Martius, grazie al coraggio dimostrato nelle battaglie contro i romani.

Concertone finale si svoge Melpignano, si conclude così, nella magnifica cornice di questo borgo, il festival che ha tenuto viva l’estate salentina. Fanno da scenario dolmen, menhir che lasciano spazio alla tradizione culturale che vede le donne liberarsi simbolicamente dal morso della tarantola ballando a ritmo di musica. Quindi, un buon motivo per lasciarsi incantare dai profumi, odori, sensazioni del luogo lasciandosi guidare tra la bellezza di queste terre così ricche di storia e tradizioni!