LE ZEPPOLE DI SAN GIUSEPPE

zeppole_san_giuseppe_salentotravels

In molte culture, è usanza ormai radicata quella di festeggiare il 19 marzo San Giuseppe, marito di Maria e padre putativo di Gesù. Un tempo questa festività non era solamente sentita in modo molto forte dalla chiesa ma anche dallo Stato, infatti in antichità questo era un giorno festivo, poi con una legge del 2005 è divenuto un comune giorno feriale. Comune per le autorità amministrative, poiché questa rimane per la comunità cristiana una ricorrenza molto sentita dal punto di vista dei riti religiosi ma anche per quelli che accompagnano questo giorno nel proprio focolare domestico. Sebbene oggi sia stata istituita ufficialmente la festa del papà, rimane il 19 marzo la celebrazione ideale per ricordare e onorare i propri padri, sovente donando loro i tipici dolci, le zeppole. In tutta Italia si preparano questi dolci tipici, e, nonostante alcune modifiche a forme e nomi, gli ingredienti principali rimangono pressoché quasi gli stessi in tutte le regioni, anche se poi ognuna ha sviluppato le proprie aggiunte segrete.
Queste tradizioni che si tramandano ancora oggi sono molto sentite soprattutto nei piccoli paesi delle regioni meridionali, a forte carattere religioso. Sicilia, Puglia, Abbruzzo ne sono un esempio esplicito, grazie alla preparazione non solo delle zeppole, ma anche di altri riti tradizionali come le tavole e le tavolate di San Giuseppe. Ogni occasione è buona per adorare e offrire dei rituali ai Santi, per questo motivo si celebrano ogni anno più di due santi al mese.

In occasione del 19 marzo, le donne ma anche oramai molte pasticcerie e grandi supermarket, che hanno visto in questa data il proprio business preparano con largo anticipo i tipici dolci che saranno poi donati ai padri di famiglia e gustati tutti assieme attorno alla tavola imbandita.
Le zeppole sono delle ciambelle, fritte nello strutto e farcite con crema pasticcera, crema al cioccolato o amarene sciroppate. Queste, in alcune regioni di Italia sono un tipico dolce carnevalesco. Ma non nel Salento, dove, seppur presente durante tutto l’anno, questo rimane un tipico dessert di San Giuseppe.

Nella parte meridionale della Puglia, la zeppola, che nel corso degli anni ha assunto nuovi gusti come l’aggiunta di nuove creme e farciture, o anche la cottura al forno o nell’olio di oliva, non è l’unica tradizione che accompagna questa data. Infatti, in molti comuni le famiglie sono molto solite portare avanti la tradizione delle Tavole di San Giuseppe, delle vere e proprie tavole, riccamente imbandite con piatti tipici della zona, dalle rape alle cicorie, dalle favenette al pane fatto in casa. Questa è un’usanza molto particolare poiché inizia già dal 18 di marzo, quando si iniziano a preparare le pietanze che saranno poi distribuite nella cena del 19.
In questa occasione, si celebra la divisione e la condivisione, infatti il padrone di casa che invita e offre il suo cibo nulla può mangiare se non gli avanzi di quelli che sono stati i suoi ospiti, che vanno da un numero minimo di 3 persone, a simboleggiare la Sacra Famiglia, fino ad un massimo di 13 persone, come gli apostoli nell’ultima cena, o comunque un numero compreso ma sempre dispari. In passato si approfittava di questa occasione per ospitare le famiglie più numerose o povere del paese, mentre oggi si è soliti invitare parenti ed amici e assieme a loro gustare le gustose pietanze. Si possono preparare un piatto per ogni ospite, oppure tanti piatti per invitato quanti sono gli ospiti, per un massimo di 169 portate, ossia 13 piatti per ognuno dei 13 ospiti. Ogni invitato ha la sua parte nella cena, ed è chiamato ad impersonare il santo a lui assegnato. Questa è una tradizione molto radicata nei piccoli borghi del Salento e, nonostante la fatica per portarla a termine, ancora oggi sono molte le famiglie che si riuniscono in questo giorno per festeggiare come in antichità.

Il rituale consiste in alcuni passaggi che possono sembrare complessi e strani, ma che ormai sono divenuti normalità per chi da tanti anni porta avanti questo rituale.
Il giorno di San Giuseppe, dopo aver ascoltato la santa messa, ci si reca tutti insieme a casa della famiglia che offrirà la cena, e una volta accomodati si attende l’arrivo del sacerdote che benedice la tavola imbandita. Dopodiché è l’ospite che impersona San Giuseppe a portare avanti la serata, infatti è lui che decide quando tutti gli altri possono iniziare a mangiare, quando passare alla pietanza successiva, tutte rigorosamente servite dalla famiglia ospitante, e quando si smette di mangiare per poi portarsi a casa tutto ciò che è rimasto. Per molti, questa rappresenta un’usanza stramba e priva di senso, ma per molte famiglie molto devote la celebrazione di questa ricorrenza è fondamentale, soprattutto per avere la benedizione per la propria famiglia.
In queste tavole imbandite, certo non possono mancare i piatti tipici della tradizione salentina come: massa e ciciri, lampascioni, fave, cicorie, pesce fritto, pittule e per ultimo, ma non per importanza il dessert, le zeppole.