LE MASSERIE SALENTINE

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Le Masserie rappresentano un’icona del territorio pugliese. Si tratta di luoghi che raccontano la storia, la cultura e l’evoluzione di un popolo. Testimonianza della struttura del latifondo medievale, ricordo di più complesse e più remote forme di organizzazione insediativa e di sfruttamento del suolo, le masserie del Salento rappresentano la materializzazione del contrasto tra classi dominanti e classi dominate, tra nobiltà (laica o ecclesiastica) e uomini della terra. Il termine masseria (o massaria, nei documenti antichi) ha nella nostra regione un significato molto ampio ed individua spesso tutte le forme d’insediamento sulla campagna anche quando queste presentano soltanto un fabbricato molto semplice composto da pochi locali e da qualche recinto per la custodia degli animali. Generalmente però la masseria presenta un impianto più complesso anche se non raggiunge mai l’articolazione degli insediamenti rurali di altre regioni d’Italia.
Le masserie salentine riflettono tradizionali attività agricole incentrate prevalentemente sulla pastorizia e sulla cerealicoltura. Si tratta comunemente di masserie di media e piccola estensione con terreni di pertinenza che raramente superano i 500 ettari. Ciò che maggiormente risalta nella maggior parte delle masserie salentine è l’aspetto di piccoli fortilizi che rende l’insediamento più vicino all’opera di difesa che a un luogo di vita e di lavoro. Sono infatti le masserie fortificate e soprattutto le torri masserie che con la mole massiccia dell’edificio turriforme, con la ricchezza degli elementi architettonici e con l’ampio repertorio dei particolari decorativi, incidono marcatamente sul disegno del paesaggio agrario. Per certi aspetti le masserie fortificate del Salento rappresentano veri e propri “monumenti” dell’architettura rurale. Le caratteristiche fisiche ed antropogeografiche della penisola salentina sono state sempre il motivo delle necessità difensive, ma con l’eclissarsi dell’autorità bizantina nel Mediterraneo, l’urgenza di potenziare il sistema di difesa delle coste, più esposte alle scorrerie e alle invasioni piratesche, determinò un profondo mutamento anche nell’organizzazione dell’habitat rurale. Il moltiplicarsi delle masserie fortificate lungo la fascia adriatica, che da Otranto si estende fino al territorio di Brindisi, e lungo la fascia ionica, dal Capo di Leuca fino al confine con la provincia di Taranto, testimonia l’insicurezza delle nostre campagne per un lungo arco di tempo che va dal Quattrocento fino all’Ottocento.
In questo ultimi anni si è restituita una nuova vita a questa antichissima storia: la Puglia ha saputo trasformare le masserie in luoghi di ricettività in cui l’intimità è preziosa, ma in cui anche si possono ritrovare tutte le comodità, e anche il lusso che una clientela esigente e raffinata desidera. Le masserie sono state ristrutturate nel rispetto filologico della loro configurazione originaria, hanno conservato gran parte degli arredi di antiquariato, ma si sono innovate nei servizi, nelle attrezzature sportive e del tempo libero, e sono diventate in questi anni il segmento più prezioso e coinvolgente dell’offerta ricettiva pugliese. Vivere oggi una vacanza in masseria significa godere di una bellezza agreste, nobilmente antica, trasformata in una delle forme più raffinate di ospitalità contemporanea.

Catalogo Masserie in Puglia e nel Salento su http://salentotravels.it/puglia/masserie-salento.asp