LA COSTA ADRIATICA

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Il Salento, luogo mistico, pieno di fascino e sorprendenti varietà paesaggistiche, lascia di stucco non solo chi lo incontra per la prima volta ma anche chi ci vive. Luogo incantatore racchiude delle vere bellezze naturali, perle che vanno salvaguardate per poterne godere anche negli anni a venire. Punta del tacco d’Italia, vede l’incontro di due mari che in un unico vortice si incontrano, si uniscono, sembrano danzare tra loro creando una sottile linea di colore che vuole “dividere” agli occhi di chi sa scorgerla, ciò che ogni giorno costantemente, invece, si riunisce. Due mari dalla straordinaria bellezza, difficile deciderne uno solo, due coste che alternano diversità ecologiche differenti e al contempo meravigliose. Lo Ionio e la sua costa, madre di incanti senza tempo, dalle scogliere alle località più rinomate “contro” l’Adriatico e la sua costa. Ci troviamo sul versante orientale di questa terra toccata lievemente dal sole, porzione di quel meridione che negli anni ha vantato l’acquisizione di importanti titoli tra i quali:  la Bandiera Blu della Fee e le 5 vele di Legambiente, grazie alla pulizia dei litorali, le acque cristalline, e la qualità dei servizi proposti. Il litorale orientale è cosparso anche dagli aromi e i colori vivaci della macchia mediterranea, il profumo dei prodotti tipici e salutari, un passato che rivive con nostalgia nelle profondità marine tra grotte nascoste e torri costriere. Tutte le località che si affacciano su questa costa non sempre sono conosciute, a volte neanche dagli stessi nativi del posto, per questo motivo è importante che voi intraprendiate con me questo viaggio virtuale alla scoperta, o riscoperta, dei luoghi più belli che fanno capolino sull’Adriatico, per imparare a conoscere, apprezzare e rispettare la fortuna che ci circonda. Questo nostro viaggio parte dalla parte più alta del Salento: San Cataldo, marina che alterna la suggestiva scogliera rocciosa a tratti di fine sabbia bianca che si estende in un mare estremamente cristallino. Non solo mare, però, al suo interno questa località racchiude pezzi di storia: i resti di un antico porto romano, Porto Adriano, e la chiesa nascosta circondata da alcuni blocchi di pietre che si estendono per metri.

Continuando il percorso verso sud, incontriamo la lussureggiante oasi naturale delle Cesine, oasi protetta e tutelata dal WWF, grazie alla presenza di alcune specie animali e vegetali, protette. Si arriva così alla prossima tappa, Roca, località con scogliera bassa mista a ospitanti calette di sabbia, un tratto di costa che fonde le sue bellezze con pezzi unici di storia come: la torre di avvistamento cinquecentesca, le rovine del castello sul mare e il Santuario della Madonna di Roca, meta ambita dai religiosi. Ma la vera punta di diamante di questa marina è la Grotta della Poesia che ha una caratteristica configurazione della scogliera, è possibile, attraverso delle scalette ricavate dalla roccia, ci si trova a fare il bagno in una piscina naturale dalla quale è possibile raggiungere il mare tramite un “tunnel”, una grotta. La leggenda narra di una bellissima principessa che amava fare il bagno nelle acque sulfuree del luogo attirando poeti provenienti da tutto il sud Italia per comporre delle strofe ispirate al suo splendore. Lasciandoci alle spalle queste meraviglie, siamo pronti ad incontrarne delle altre, grotte, insenature, anfratti che si innalzano imponenti fino a giungere a Frassanito, dove vanno man mano diminuendo di altezza fino a che non si raggiunge la costa bassa e sabbiosa, che si alterna a macchia mediterranea e pinete fiorenti che si innalzano fino ad altissime dune presenti presso gli Alimini, nel territorio di Otranto, punto più ad est d’Italia, è un piccolo paesino che racchiude storia e cultura. Qui una spiaggia di sabbia binachissima e pulita, lunga circa sei chilometri lascerà spazio al vostro stupore, una distesa immensa di rena adatta per tutte le esigenze, lidi si alternano a spiaggia libera, gli adulti possono praticare il surf, mentre i più piccoli potranno nuotare in tutta tranquillità.

Procedendo ancora verso sud per raggiungere come meta finale la punta del tacco dello stivale, possiamo godere dell’ottimo spettacolo che ci offre il panorama che costeggiamo, un paesaggio incantevole fatto di campagne dalla terra rossa e rovi bruciati dal sole, che gli conferiscono la tipicità del luogo. Arriviamo così a Santa Cesarea Terme, piccolo paesino arroccato su di una costa alta e rocciosa, è famosa per le sue terme e le proprietà benefiche associate non solo a quest’ultime ma anche alla qualità delle acque profonde e trasparenti. Superando questo luogo suggestivo, entriamo a Castro, racchiuso nel verde degli ulivi ed un mare incontaminato, con una costa rocciosa, alta, austera, con baie, cale, sorgenti di acqua gelata. Tra i tesori di questa cittadina ci sono: la Grotta Romanelli, uno tra i più importanti archivi naturali della preistoria in Italia, che grazie ai suoi graffiti rossi ha trasmesso fino ai giorni nostri numerose testimonianze. E la Grotta della Zinzulusa: piena di stalattiti e stalagmiti. Prima di giungere alla fine di questo percorso insieme, vi voglio condurre nella marina di Gagliano del Capo, piccolissimo comune il cui interesse è destato dalla cossidetta località Ciolo, una profonda gola scavata nei millenni dall’acqua che ha eroso la roccia. A tenere unite le due coste un ponte ogni anno meta ambita dai tuffatori più arditi ed esperti. Mentre gli alti faraglioni sono amati dagli appassionati di trekking. Ed eccoci giunti alla nostra tappa finale: Santa Maria di Leuca, situata precisamente in quella che è la punta del tacco d’Italia. Essa si innalza su di un promontorio che accoglie anche la basilica ed il faro. Leuca è famosa non solo per lo straordinario spettacolo che offre il mare, ma anche per la storia, le sue ville ottocentesche, le grotte e i reperti archeologici ritrovati, sono un’importantissima testimonianza memorabile. Spero che questo viaggio vi abbia portato con la fantasia nei luoghi che un domani avrete sicuramente voglia di scoprire.

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