IL SALENTO VIVE ANCHE IN INVERNO: LE SAGRE

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Questo articolo è dedicato a coloro i quali pensano che con la fine dell’estate anche gli eventi nei vari borghi e comuni del Salento muoiano con essa, le strade si svuotino e la desolazione invada le vie dei paesi. Ma così non è grazie a feste, eventi e sagre che si svolgono nel periodo invernale. Ed è così che, sfidando il “freddo” autunnale, abitanti del luogo e paesi vicini accorrono numerosi per prendere parte a queste feste popolari e tradizionali, con fiere o mercatini, nate con lo scopo di valorizzare i prodotti della terra e tenere in vita i piccoli borghi anche quando la percentuale dei turisti è più bassa. Non tutti sanno che visitare questi luoghi così pieni di fascino e mistero durante il periodo autunnale è tutt’altro che un’esperienza ovvia. Ci si innamora a primo colpo dell’atmosfera che si respira quando si entrano nelle viuzze alla scoperta di sapori nuovi grazie alla degustazione di prodotti tipici appositamente realizzati, gli aromi che si sprigionano nell’aria ci fanno ritornare bambini quando vedevamo tutto con occhi nuovi e ogni cosa era una scoperta meravigliosa. Anticamente nate come simbolo di devozione sacra al santo patrono del paese, le sagre conservano ancora oggi quel carattere religioso che le accomuna, ma hanno assunto nel corso degli anni anche un’occasione di ritrovo, in cui la società abbandona per un attimo la modernità e fa un tuffo nel passato alla riscoperta di quei valori ritenuti così profondi. Un ottimo motivo per farsi conoscere e travolgere chi è desideroso di immergersi in questa spumeggiante realtà.

Ecco alcune date da segnarsi e non perdere assolutamente:
nella prima decade di ottobre non potete non fare tappa a Palmariggi per la ormai rinomata, in tutto il mondo, sagra “te paniri te site”, cioè cesti in vimini artificiosamente intrecciati contenenti il frutto del melagrano, che con i suoi chicchi rossastri si presta alla preparazione di ricette dolci e salate, le cui proprietà benefiche sono innumerevoli e note ai più. Preparatevi quindi a gustare tutto ciò che con passione e amore viene preparato per l’occasione.

A ottobre, a Scorrano, la fiera di San Francesco accosterà alle normali funzioni religiose che si terranno nella chiesa di San Francesco, un festoso mercatino di artigianato locale, dove sarà possibile trovare prodotti costruiti dai mastri artigiani del luogo. La sera l’attenzione sarà rivolta alla “Sagra di Frate Focu” dove protagonisti indiscussi della serata saranno i piatti a base di peperoni.

Ad Arnesano, si ritorna indietro con i tempi, per gustare un piatto tipico della cucina povera dei contadini, oggigiorno utilizzato nelle cucine di tutti senza perdere mai quel senso trasmesso da chi lo preparava perché non aveva altro con cui nutrirsi, la “sagra della bruschetta”, pane abbrustolito sulle braci dei camini domestici, condita con pomodoro e olio locale, oggi diverse sono le varianti che si possono gustare di questo piatto sempre più utilizzato come veloce e frugale antipasto.

Nella seconda domenica di ottobre, per chi è amante della carne, appuntamento con la “sagra del maiale” a Miggiano. Il maiale, uno dei prodotti tipici del territorio,allevato dagli allevatori del luogo, propongono queste carni succulenti in tutte le loro sfaccettature. Da non perdere la carne di maiale con le “foie reste” cioè delle verdure coltivate localmente, o il più delle volte nate selvaticamente.

Per chi si è perso questo appuntamento, o per chi semplicemente volesse fare il bis, potrà godere nella terza domenica di ottobre della sagra “te lu porcu meu” a Muro Leccese, il cui protagonista sarà ancora una volta il maiale. Il week end successivo segnatevi l’evento che vi porterà ad Ortelle. Qui si viene rapiti da una mescolanza di aromi che inebriano i sensi e fanno ritornare la gioia di vivere nel grigiore autunnale. L’odore delle caldarroste, del vino e della carne di maiale lessa vi trasporteranno su un altro pianeta, non vorrete più abbandonare i vicoletti che addobbati a festa vi faranno tornare in mente che la semplicità e la spontaneità è il miglior modo di godersi il Salento.

Questa è la “Fiera di San Vito”
Nella seconda decade di ottobre si “vola” in direzione Martano, la “sagra te la volia cazzata” la fa da padrona da 26 anni e trasmette tradizioni e l’importanza del principale prodotto tipico di questa stagione: l’oliva. Il termine infatti, significa proprio olive schiacciate, che vengono raccolte prima ancora che esse maturino, vengono schiacciate con un martello di legno e lasciate in salamoia per un periodo di tempo, al termine del quale vengono condite con olio, sale, e spezie varie. I piatti tipici e non solo, visto che Martano è gemellata con Villimpenta, un comune del mantovano, proposti sono tantissimi e ci si può sbizzarrire e divertirsi non solo gustando questi saporitissimi piatti, ma anche danzando a ritmo di musiche popolari che ogni anno vengono proposte.

Come detto, quindi il Salento è un luogo da vivere non solo d’estate, capace di regalare emozioni uniche durante tutto l’anno non aspetta che la vostra calorosa presenza per trasmettere un po’ di quella instancabile energia che è capace di donare quando si accende a festa, facendone risaltare tutti i lati più belli del godere di una terra che ha da offrire moltissimo non solo grazie al mare.
Lasciatevi ispirare!