I SECOLARI ALBERI DEL SALENTO IL FICO E L’ULIVO

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Nel visitare oggi il Salento, sicuramente, non possiamo perdere di vista i nostri innumerevoli alberi secolari, che per le loro forme e colori non possono che essere uno dei motivi principali della bellezza di questo territorio, tra cui l’albero di fico e l’albero di ulivo.
L’albero di fico ha una  presenza molto massiccia grazie al suo robusto tronco e ai sui maestosi rami che possono raggiungere dai 6 ai 8 metri di altezza, con un diametro molto ampio; così permette nei giorni estivi molto caldi di godere di una gradevole frescura stando semplicemente “ai suoi piedi”. E’  proprio qui che possiamo notare e ammirare la bellezza di questo secolare albero da frutto, immesso nel territorio Salentino da tempo lontanissimo: il suo tronco grigiastro si dirama verso l’alto con rami spesso sottili e deboli terminanti da gemme di forma appuntita, che accolgono foglie molto rugose e piuttosto larghe tri-pentalobate, di colore verde scuro.
I suoi frutti variano in base alla stagione come varia anche il colore della loro buccia che và da verde a giallo per i fichi bianchi, da marrone a rosso con sfumature violette per i fichi neri o violetti  e possono essere  i “fioroni” che  si formano in autunno e maturano in tarda primavera dell’anno successivo (giugno-luglio) oppure i veri fichi che si formano in primavera e maturano in estate inoltrata dello stesso anno (agosto anche con maturazioni che possono arrivare anche da settembre in poi). Il fico, che in dialetto griko prende il nome di Sucèa,  è una pianta che non ama un clima rigido e freddo, che può scendere al di sotto dei -10°C, ma al contrario ama una temperatura calda e non ha paura dei periodi di siccità. E’ proprio questo, uno dei motivi del grande successo che ha avuto l’albero di fico nel nostro Salento, ma non solo perché ad esso possiamo apportare anche l’enorme bontà del suo frutto con innumerevoli proprietà nutritive e la sua  velocità di fruttificazione. Uno degli esemplari più grandi del Salento lo possiamo ammirare, in tutta la sua maestosità, a Martano da “Masseria Sucea” , che prende proprio il nome da questa stupenda pianta.
Così da sempre, il frutto di questa pianta, “la fica” (chiamato così in un dialetto agricolo per differenziare il frutto dalla pianta) è stata del tutto fondamentale nella dieta invernale  della nostra popolazione senza distinzioni di classi sociali; infatti veniva raccolta a fine primavera e in tarda estate, tagliata per metà, essiccata al nostro maestoso sole e messa a riposare  “sui cannizzi” dove venivano conservati in inverno sui tetti delle “pajare”. Queste facevano spesso parte, delle innumerevoli costruzioni insieme ai “furni o furneddhi” che caratterizzano questo territorio. Costruzioni che rappresentavano la casa e quindi il luogo, dove si sviluppava la vita dei nostri antenati; infatti erano loro, in base ai racconti dei nostri nonni o ancor meglio bisnonni, a salire ogni mattina sulla “pajara” e a prendere una piccola quantità di “fiche” ( che doveva bastare per l’intera giornata e per tutta la famiglia) che venivano poi cotte nei “forni”. Quindi i frutti raccolti da questo albero, dovevano essere a sufficienza per soddisfare un’intera stagione invernale di più famiglie; proprio per questo erano innumerevoli le piantagioni di fico, che prendevano il nome di “ficheto”.
Man mano però “ il ficheto” a lasciato piede “ all’uliveto” un’altra vasta piantagione, ora però dell’albero di ulivo. Anch’esso si può ammirare in quantità maestose e nelle sue innumerevoli forme in tutto il Salento; ma da non perdere uno, in particolare, si può apprezzare solo nel vederlo dal vivo, per catturare tutta la sua bellezza e maestosità. Probabilmente è uno tra i più grandi e secolari di tutta Italia, si trova in provincia di Lecce a Borgagne, un piccolissimo paesino, ma che rintana uno dei regali più grandi e belli che la natura salentina ci ha donato.
Quest’albero, che come tanti altri,  compone enormi distese di uliveti ,può vivere anche mille anni, si presenta così:  il tronco spesso è contorto con una corteccia grigia con sfumature chiare-scure, la chioma conina sempreverde è formata da piccole foglioline coriacee con picciolo corto e margine intero, mentre la parte inferiore di esse è di colore bianco-argenteo. La fioritura di questo albero  inizia intorno marzo-aprile e si completa verso maggio-giugno. Il frutto “le olive” ha un peso che varia da 1 a 6 grammi, molto piccolo con forma ovale dal colore che varia dal verdone al nero in base alla specie e alla maturazione. Dalle olive si estrae l’olio alimentare e parliamo soprattutto di olio vergine o extra-vergine che si ricava dalla spremitura meccanica delle olive.
Prodotto originario della tradizione agroalimentare del Mediterraneo, l’olio di oliva dunque ha iniziato fin da subito a rappresentare una delle questioni economiche e integrante anche della dieta mediterranea. Molti sono “i frantoi” infatti, anche di lunga data che caratterizzano il nostro territorio e in specifico di Martano con il Frantoio Ipogeo “ S.Blasi”: situato su via De Gasperi e recentemente restaurato ed è tra i primi esempi di sistema per la molitura delle olive.
Dunque possiamo dire che la tradizione e la cultura del Salento, molto bello da visitare per i suoi bellissimi posti, sagre  e cucina salentina non poteva esser così senza questi importanti alberi secolari:  l’ulivo e il fico, che nei loro anni ne hanno viste di storie e chissà quando avrebbero da raccontarci.