Archivio mensile:ottobre 2014

OTRANTO: UN VIAGGIO TRA EMOZIONI E STORIA

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Terra di emozioni, il Salento è in grado di offrire un mix di storia, cultura, passione, divertimento e paesaggi spettacolari, che stupiscono in ogni periodo dell’anno. Meta che dev’essere tappa fondamentale di un soggiorno in questa terra unica è Otranto. Il comune più a oriente d’Italia suscita sempre un’attenzione agli occhi di chi rimane stupito a rimirare le acque cristalline dal lungomare che pullula di amanti del luogo.
Capo d’Otranto definito anche Punta Palascia, a sud del centro abitato, è il punto geografico più a Est della penisola italiana. Dal mare, al Castello Aragonese, dalla movida notturna alle passeggiate per le viuzze del caratteristico centro storico, pieno di negozietti in cui l’artigianato locale la fa da padrone, fino alla celeberrima Cattedrale Normanna, questo borgo tocca tutti gli aspetti che ama chi è alla ricerca della scoperta di nuove culture. Otranto è stato dapprima un centro greco-messapico e romano, poi bizantino e più avanti nei secoli, aragonese, tutte culture che hanno lasciato tracce indelebili per il paesino. Grazie a tutte queste testimonianze, alla sede arcivescovile, al flusso turistico che ogni hanno accoglie, è stato riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Culturale, rientrando nei borghi più belli d’Italia. La Cattedrale di Santa Maria Annunziata è il luogo di culto più famoso del paese e dell’intero territorio circostante grazie alla sua struttura così ricca di testimonianze, e purtroppo nei secoli alcune sono andate distrutte dalle invasioni turche, altre si sono tramandate per arrivare ai giorni nostri. La Cattedrale è un intreccio di diversi stili: bizantino, paleocristiano, romano. Nel ‘400 però la cattedrale fu protagonista di un terribile attentato da parte dei Turchi che dopo essersi insediati nella città, entrarono nella Chiesa e sterminarono tutti i presenti civile e clero che si erano rifugiati all’interno, fu convertita in moschea e vennero distrutti molti affreschi del secolo precedente.

Dopo la liberazione di Otranto da parte degli aragonesi, la Cattedrale fu energicamente ristrutturata. A quest’epoca, infatti, appartiene il rosone della facciata e il portale barocco. L’interno, invece, si presenta con tre navate suddivise da quattordici imponenti colonne di granito, un arco e soffitto ligneo. Gli affreschi rimanenti rappresentano delle tracce di cultura bizantina. Nella navata destra si può scorgere la Cappella dei Martiri nella quale sono conservati i resti mortali dei santi martiri di Otranto, gli abitanti di Otranto che vennero torturati e uccisi dai Turchi, perché Cristiani. Ma la parte che più affascina i suoi visitatori e studiosi di arte è il suo mosaico pavimentale che si sviluppa sul pavimento che ricopre le navate. La raffigurazione è una sorta di racconto di una storia alquanto affascinante e piena di mistero. L’Albero della Vita rappresentato con tanti minuscoli pezzettini di vetro colorati ripercorre quella che è stata l’origine dell’umanità, dal peccato originale alla salvezza, con delle scene prese dall’Antico Testamento. Non solo storia, Otranto è un borgo eclettico, pieno di risorse tutte da scoprire, come il mare. Il Golfo di Otranto che separa l’Italia dall’Albania, incontra i due mari, l’Adriatico e lo Jonio e ne conserva tutte le caratteristiche e la bellezza di un mare incontaminato, puro, cristallino. Con coste che alternano sabbia a faraglioni rocciosi sui quali è possibile ammirare l’odorosa macchia mediterranea, e delle baie nascoste in alcuni punti della cittadina, nelle quali è possibile rifugiarsi quando si vuole evadere senza andar troppo lontano, ma con la stessa tranquillità di un’isola deserta.

E quando cala la sera si possono ammirare dei tramonti mozzafiato. Guardare gli ultimi raggi di sole che scompaiono dietro l’orizzonte e le lucine della città che piano piano, una ad una si accendono ed illuminano il borgo, sarà un’emozione impagabile e non quantificabile. E distesi sulla spiaggia con la brezza marina tra i capelli e l’odore del mare che inebria i sensi, molti si sono detti come in estasi. Una natura che sprigiona tutto quello che ha da offrire agli occhi di chi è capace di cogliere la semplicità di un gabbiano nel porto, un’onda che si infrange sulla spiaggia, il brusio dei passanti sul lungomare. E quando ormai la sera è scesa, la città si infiamma, i tanti locali presenti al centro cittadino e sul lungomare immerso nel centro storico si accendono a festa, e pieni di luci e tanta musica, live e non, faranno incontrare tutte le età, chi si vuole divertire, chi è per una passeggiata romantica, chi è amante del genere e che semplicemente in compagnia di amici trascorre una serata in piacevole compagnia, la compagnia di un borgo che non si spegne mai, neanche in inverno. Infatti, per chi ammira Otranto nei mesi invernali si accorgerà che è tutt’altro che un paese “morto”. Il grigiore del cielo che si riflette nelle acque e quel caratteristico profumo che si solleva dal mare renderanno interessante girare per le stradine anche quando la temperatura è meno calda.  Molti particolari si possono cogliere quando tutto è più tranquillo, i minimi segni indistinguibili del piccolo borgo si rafforzano di inverno e regalano a chi si immerge cuore e anima alla scoperta di Otranto interessanti storie.

Villaggi a Otranto: http://salentotravels.it/vacanze_puglia/villaggi_turistici_otranto.html

B&B a Otranto: http://salentotravels.it/vacanze_puglia/bed_and_breakfast_otranto.html

Ville di Lusso a Otranto: http://salentotravels.it/vacanze_puglia/ville_lusso_otranto.html

Masserie a Otranto: http://salentotravels.it/vacanze_puglia/masserie_otranto.html

LA NOTTE DELLA TARANTA

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Da sempre si sa che la cultura è il moto che fa muovere il mondo, ultimamente però si sta riscoprendo molto di più, infatti il gusto e l’importanza di tramandare nel tempo quelle origini fatte di: tradizioni, cultura, storia, che hanno accomunato il secolo scorso e che i nostri nonni hanno vissuto. Un evento in particolare è riuscito negli anni a farsi strada tra le varie attività culturali ed artistiche e ha lasciato un segno tra i giovani di tutta Italia e non solo. Sono oltre 300 mila le persone che ogni anno seguono il festival itinerante che fa tappa nei comuni della provincia di Lecce e più in particolare della Grecia Salentina, la Notte della Taranta. La Notte della Taranta è un festival di musica popolare e folkloristica salentina nata da un progetto sviluppato nel 1998, il cui scopo era quello di fondere tradizioni e musica popolare con melodia contemporanee realizzando quel nesso che tiene unito passato e presente. Le tappe del concerto itinerante sono 15 e includono diversi paesi tra cui Melpignano, luogo del concertone finale trasmesso in Rai e seguito su tutti i social network non solo dai giovani del Salento, ma di tutta Italia e non solo.

Le tappe sono: Corigliano D’Otranto, Castrignano Dei Greci, Sogliano Cavour, Zollino, Cursi, Sternatia, Martignano, Carpignano Salentino, Calimera, Lecce, Alessano, Soleto, Cutrofiano, Galatina, Martano e Melpignano! Quindi un evento molto importante che caratterizza l’estate salentina, che unisce persone e mondi differenti facendoli sentire non così distanti come si crede. Quest’anno il festival si è aperto a

Corigliano il ad Agosto. Punto fondamentale di questo comune è il Castello de’ Monti rappresenta un monumento di architettura militare e feudale del Cinquecento. Oggi il Castello che ha, ovviamente, perso la sua funzione difensiva, riveste un ruolo molto importante per quella che è l’attività turistico recettiva del luogo, ospitando durante tutto l’anno eventi di carattere culturale, artistico e sociale.

Seconda tappa, ad Agosto a Castrignano, nato secondo alcuni scritti antichi grazie all’infiltrazione delle acque che hanno permesso l’attecchimento dei primi insediamenti, grazie anche alle grotte naturali che nella zona si erano andate formando, che fungevano da piccoli abitacoli. Luoghi di interesse culturale di questo comune così impegnato alla salvaguardia delle tradizioni, grazie allo studio della lingua Grika nelle scuole, sono: la cripta si Sant’Onofrio di origine bizantina, la chiesa dell’Annunziata ed il parco con le “pozzelle”, tipici pozzi che venivano utilizzati anticamente per raccogliere le acque piovane.

Sempre ad Agosto l’appuntamento era nella piazza di Sogliano, le cui origini sono assai difficili da ricostruire data l’assenza di scritti storici che lo collocherebbero in un preciso momento storico. Ma non per questo il pese non ha di che vantarsi, è possibile visitare: la Chiesa Maria SS. Annunziata, la Chiesa di San Lorenzo Martire, Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio.

L’inizio del weekend si apre con la tappa di Zollino, ad Agosto, comune che conserva ancora le sue origini messapiche grazie alla presenza di dolmen e menhir, importanti quanto le “pozzelle”, il frantoio ipogeo, e la Chiesa di S. Pietro e Paolo. Anche in questa cittadina la salvaguardia della cultura è molto importante e viene diffusa alla popolazione grazie a degli eventi pubblici svolti nella piazza in varie occasioni dell’anno.

Cursi, definita il paese a maggior esportazione di blocchi di pietra leccese, deve le sue origini ai romani, come si può notare dallo stemma della città, raffigurante un corriere militare che porta in mano un plico di lettere.

Domenica è il turno di Sternatia, uno dei più impressionanti borghi della provincia di Lecce, ricco di monumenti e cultura come: il frantoio ipogeo, il palazzo baronale, e la chiesa matrice.
Quello che risalta di più agli occhi di tutti, è la presenza di studiosi di lingue minoritarie e tradizioni culturali poiché la presenza di giovani e meno giovani che parlano la lingua grika è elevata!

Martignano è il paese più piccolo della Grecia Salentina e conserva discrete testimonianze di una cultura ancora viva.

Sulla via di Otranto incontriamo un’altra tappa della Notte della Taranta, Carpignano, circondato da secolari alberi di ulivo che introducono una discendenza dalle culture orientali. Questo è il paese le cui origini sono le più remote.

Calimera che ospita la tappa del 13 agosto, ha un’origine orientale e bizantina, anticamente nota come produttrice di carbone, questa cittadina conserva ancora il nome, la memoria e le tradizioni ellefone che illustri cittadini hanno trasmesso nel corso del tempo.

Vigilia di ferragosto, tappa per Lecce, capitale indiscussa del barocco, ma non solo, grazie al suo straordinario patrimonio artistico e monumentale è capace di offrire al viaggiatore una diversificata visione della tradizione storica.

Sempre ad agosto approdiamo ad Alessano, purtroppo nessun documento storico permette di far luce circa la reale origine di questa città. Ma probabilmente ha uno stampo dei Normanni che caratterizzarono tutto il territorio del Capo di Leuca e una più piccola influenza messapica.

Soleto anticamente, era al centro di un incrocio di strade che collegavano Roca e Nardò, per questo probabilmente si attribuisce la sua nascita all’epoca preromana. Conosciuta anche come città della Guglia proprio per la capacità di lavorare la pietra che in questa zone è molto sviluppata.

Ancora ad Agosto il tour approda a Cutrofiano, considerata la patria della lavorazione della terracotta, un’importante tradizione artigianale risalente al medioevo, che consente la produzione di stoviglie e articoli casalinghi di argilla, la cui importanza e relativa esportazione, viene effettuata in tutto il mondo.

Penultima tappa, quella di Galatina, tradizione vuole che sia stata fondata dagli antichi Graci come omaggio alla dea Minerva, ilcui animale sacro, la civetta, è appunto rappresentato nello stemma civico.

Ultimissima tappa prima del concertone finale, Martano, 20 agosto, città in cui storia e leggenda si mescolano tant’è che sono molto astratte le notizie circa le sue origini. Come da stemma civile, molti attribuiscono la nascita al centurione Martius, grazie al coraggio dimostrato nelle battaglie contro i romani.

Concertone finale si svoge Melpignano, si conclude così, nella magnifica cornice di questo borgo, il festival che ha tenuto viva l’estate salentina. Fanno da scenario dolmen, menhir che lasciano spazio alla tradizione culturale che vede le donne liberarsi simbolicamente dal morso della tarantola ballando a ritmo di musica. Quindi, un buon motivo per lasciarsi incantare dai profumi, odori, sensazioni del luogo lasciandosi guidare tra la bellezza di queste terre così ricche di storia e tradizioni!

IL SALENTO VIVE ANCHE IN INVERNO: LE SAGRE

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Questo articolo è dedicato a coloro i quali pensano che con la fine dell’estate anche gli eventi nei vari borghi e comuni del Salento muoiano con essa, le strade si svuotino e la desolazione invada le vie dei paesi. Ma così non è grazie a feste, eventi e sagre che si svolgono nel periodo invernale. Ed è così che, sfidando il “freddo” autunnale, abitanti del luogo e paesi vicini accorrono numerosi per prendere parte a queste feste popolari e tradizionali, con fiere o mercatini, nate con lo scopo di valorizzare i prodotti della terra e tenere in vita i piccoli borghi anche quando la percentuale dei turisti è più bassa. Non tutti sanno che visitare questi luoghi così pieni di fascino e mistero durante il periodo autunnale è tutt’altro che un’esperienza ovvia. Ci si innamora a primo colpo dell’atmosfera che si respira quando si entrano nelle viuzze alla scoperta di sapori nuovi grazie alla degustazione di prodotti tipici appositamente realizzati, gli aromi che si sprigionano nell’aria ci fanno ritornare bambini quando vedevamo tutto con occhi nuovi e ogni cosa era una scoperta meravigliosa. Anticamente nate come simbolo di devozione sacra al santo patrono del paese, le sagre conservano ancora oggi quel carattere religioso che le accomuna, ma hanno assunto nel corso degli anni anche un’occasione di ritrovo, in cui la società abbandona per un attimo la modernità e fa un tuffo nel passato alla riscoperta di quei valori ritenuti così profondi. Un ottimo motivo per farsi conoscere e travolgere chi è desideroso di immergersi in questa spumeggiante realtà.

Ecco alcune date da segnarsi e non perdere assolutamente:
nella prima decade di ottobre non potete non fare tappa a Palmariggi per la ormai rinomata, in tutto il mondo, sagra “te paniri te site”, cioè cesti in vimini artificiosamente intrecciati contenenti il frutto del melagrano, che con i suoi chicchi rossastri si presta alla preparazione di ricette dolci e salate, le cui proprietà benefiche sono innumerevoli e note ai più. Preparatevi quindi a gustare tutto ciò che con passione e amore viene preparato per l’occasione.

A ottobre, a Scorrano, la fiera di San Francesco accosterà alle normali funzioni religiose che si terranno nella chiesa di San Francesco, un festoso mercatino di artigianato locale, dove sarà possibile trovare prodotti costruiti dai mastri artigiani del luogo. La sera l’attenzione sarà rivolta alla “Sagra di Frate Focu” dove protagonisti indiscussi della serata saranno i piatti a base di peperoni.

Ad Arnesano, si ritorna indietro con i tempi, per gustare un piatto tipico della cucina povera dei contadini, oggigiorno utilizzato nelle cucine di tutti senza perdere mai quel senso trasmesso da chi lo preparava perché non aveva altro con cui nutrirsi, la “sagra della bruschetta”, pane abbrustolito sulle braci dei camini domestici, condita con pomodoro e olio locale, oggi diverse sono le varianti che si possono gustare di questo piatto sempre più utilizzato come veloce e frugale antipasto.

Nella seconda domenica di ottobre, per chi è amante della carne, appuntamento con la “sagra del maiale” a Miggiano. Il maiale, uno dei prodotti tipici del territorio,allevato dagli allevatori del luogo, propongono queste carni succulenti in tutte le loro sfaccettature. Da non perdere la carne di maiale con le “foie reste” cioè delle verdure coltivate localmente, o il più delle volte nate selvaticamente.

Per chi si è perso questo appuntamento, o per chi semplicemente volesse fare il bis, potrà godere nella terza domenica di ottobre della sagra “te lu porcu meu” a Muro Leccese, il cui protagonista sarà ancora una volta il maiale. Il week end successivo segnatevi l’evento che vi porterà ad Ortelle. Qui si viene rapiti da una mescolanza di aromi che inebriano i sensi e fanno ritornare la gioia di vivere nel grigiore autunnale. L’odore delle caldarroste, del vino e della carne di maiale lessa vi trasporteranno su un altro pianeta, non vorrete più abbandonare i vicoletti che addobbati a festa vi faranno tornare in mente che la semplicità e la spontaneità è il miglior modo di godersi il Salento.

Questa è la “Fiera di San Vito”
Nella seconda decade di ottobre si “vola” in direzione Martano, la “sagra te la volia cazzata” la fa da padrona da 26 anni e trasmette tradizioni e l’importanza del principale prodotto tipico di questa stagione: l’oliva. Il termine infatti, significa proprio olive schiacciate, che vengono raccolte prima ancora che esse maturino, vengono schiacciate con un martello di legno e lasciate in salamoia per un periodo di tempo, al termine del quale vengono condite con olio, sale, e spezie varie. I piatti tipici e non solo, visto che Martano è gemellata con Villimpenta, un comune del mantovano, proposti sono tantissimi e ci si può sbizzarrire e divertirsi non solo gustando questi saporitissimi piatti, ma anche danzando a ritmo di musiche popolari che ogni anno vengono proposte.

Come detto, quindi il Salento è un luogo da vivere non solo d’estate, capace di regalare emozioni uniche durante tutto l’anno non aspetta che la vostra calorosa presenza per trasmettere un po’ di quella instancabile energia che è capace di donare quando si accende a festa, facendone risaltare tutti i lati più belli del godere di una terra che ha da offrire moltissimo non solo grazie al mare.
Lasciatevi ispirare!