Archivio mensile:settembre 2014

LA COSTA JONICA

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Il Salento, luogo di incanto e poesia per chi visitandolo per la prima volta o semplicemente vivendoci giorno per giorno rimane incantato e allo stesso tempo affascinato da questo paesaggio musa ispiratrice di artisti e non, che hanno visto in queste terre tutta la passione, il fuoco che alimentano nel cuore di chi visitandole, non può più dimenticarle. Il Salento è prorpio così, ti rimane impresso negli occhi grazie ai suoi miraggi che, a differenza del nome, non scompaiono una volta riaperti, ma soprattutto rimane marchiato nell’anima di chi lo vive in modo attivo. Per chi ha voglia di viverlo in tutta la sua interezza e bellezza si consiglia un “viaggio” on the road risalendo la costa. Il Salento ha la peculiarità di essere abbracciato da due mari, due coste che si uniscono in un unico morbido vortice visibile laddove si congiungono queste terre. L’Adriatico e lo Ionio, così opposti eppure così vicini, capaci di unire lo stupore di coloro assistono ogni giorno alla magia della loro fusione.  Viaggio qiundi improrogabile è quello che si intraprende per scoprire i meandri più nascosti e reconditi di un paesaggio che ha tutto da offrire.

La costa Jonica, ricca di terre incantevoli e mari cristallini che copre la parte occidentale del tacco di Italia. L’esigenza di intraprendere questo incantevole percorso nasce dalla voglia di innamorarsi e in qualche caso reinnamorarsi di luoghi mistici, pieni di mistero e fascino, luoghi in cui è possibile perdersi grazie all’aroma che sprigionano i fiori e gli arbusti della macchia mediterranea che sovrastano le coste che incorniciano questo versante, e che tra loro fanno a gara, una gara di bellezza che è destinata a non essere vinta da nessuno, tant’è la bellezza di ognuna. Il paesaggio Jonico si vive risalendolo, nel vero senso della parola, si parte, infatti dall’estrema punta: Santa Maria di Leuca, luogo di incontro dei due mari, apprezzata per la sua storia e il fascino sprigionato quando al calar del sole le luci si accendono sul promontorio sul quale si erge. Si prosegue poi per San Gregorio e Torre Vado, piccole frazioni di Patù e Morciano di Leuca, due perle preziose incastonate nella scogliera di questo versante occidentale del basso Salento. Queste magnifiche località sono rinomate per le pozze di acqua sorgiva e i ristorantini che sorgono sui promontori e che la sera sembrano delle vere e proprie perle scintillanti. Risalendo verso Nord incontriamo l’orgoglio della costa, Marina di Salve, dichiarata Bandiera Blu per la limpidezza delle acque e la salubrità dell’aria e del verde che circonda questo piccolo villaggio.

Posto Vecchio, Pescoluse e Torre Pali si susseguono in sequenza e sono nominate le Maldive del Salento per le acque cristalline e basse, la sabbia finissima e bianca come quella delle Maldive, un vero e prorpio paradiso tropicale a due passi dalla quotidianità. Nell’entroterra, invece, queste sono famose per la presenza di secolari alberi di ulivo, e rudimentali trulli, che arricchiscono il paesaggio di tratti storici e culturali. L’ultimo tratto di sabbia che incontriamo prima di arrivare alla scogliera è Ugento e le sue marine tra le quali ci sono: Lido Marini, Torre Mozza e Torre San Giovanni, ideali per il relax le prime due, ottima per la movida e il divertimento soprattutto serale la terza, ma comunque tutte e tre accomunate dalla freschezza dello spazio circostante. L’ampia presenza della macchia mediterranea regala gradevoli fragranze ai suoi ospiti. Si arriva così alla “Perla dello Jonio”, Gallipoli, la città si divide in due zone: il borgo ed il centro storico, di importanza culturale sono le infinite costruzioni religiose, e civili, nonché quelle militari come il Castello Aragonese, le Mura e le Torri costiere. Non solo storia e cultura, di particolare rilevanza è anche l’Isola di Sant’Andrea al largo di Gallipoli. E se non volete perdervi altre acque cristalline vi consiglio di visitare Punta Pizzo. Da ora in avanti la scogliera dominerà il paesaggio caratterizzandolo da alte coste rocciose e frastagliate che si buttano a capofitto nell’acqua che rimane lo stesso uno splendore.

Santa Maria al Bagno e Santa Caterina sono il chiaro esempio di come la scogliera attrae e lascia di stucco qunati pensavano che fossero posti vulnerabili. Ad incorniciare questo spettacolo già di suo speciale, ci pensa la storia che accomuna queste piccole cittadine. Qui la storia si fonde con la bellezza del luogo, la scogliera è dominata da quel che resta delle imponenti torri di avvistamento, le famose “quattro colonne” che fanno da sfondo all’incanto di questo angolo di terra. Proseguendo si incontra l’area protetta, il Parco naturale regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano. Qui è possibile immergersi nel parco, istituito nel 2006, tra ettari di macchia mediterranea e arbusti profumati, ma è possibile anche sostare in una delle due incantevoli baie per un tuffo tra le onde trasparenti di un mare sempre pulito e accogliente: la Baia di Porto Selvaggio e la Baia di Uluzzo, che vi offrono anche visite nelle instancabili grotte naturali. Prima di arrivare al nostro capolinea, una sosta direi quasi obbligatoria è da fare nei pressi di Sant’Isidoro, per vivere una giornata rilassante distesi sulla sabbia bianchissima di questa spiaggia memorabile. Ed eccoci arrivati alla fine del nostro tour che spero vi abbia lasciato senza fiato, le località che segnano il nostro punto di arrivo sono Porto Cesareo e Torre Lapillo. Esse racchiudono perfettamente tutto il percorso intrapreso fin’ora e non deludono le aspettative. Centri di notevole importanza per la quntità di specie protette di flora e fauna, esse incarnano il cuore ed il pensiero dei salentini, preservare per far innamorare più gente possibile di queste terre di fuoco!

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