Archivio mensile:agosto 2014

LA COSTA ADRIATICA

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Il Salento, luogo mistico, pieno di fascino e sorprendenti varietà paesaggistiche, lascia di stucco non solo chi lo incontra per la prima volta ma anche chi ci vive. Luogo incantatore racchiude delle vere bellezze naturali, perle che vanno salvaguardate per poterne godere anche negli anni a venire. Punta del tacco d’Italia, vede l’incontro di due mari che in un unico vortice si incontrano, si uniscono, sembrano danzare tra loro creando una sottile linea di colore che vuole “dividere” agli occhi di chi sa scorgerla, ciò che ogni giorno costantemente, invece, si riunisce. Due mari dalla straordinaria bellezza, difficile deciderne uno solo, due coste che alternano diversità ecologiche differenti e al contempo meravigliose. Lo Ionio e la sua costa, madre di incanti senza tempo, dalle scogliere alle località più rinomate “contro” l’Adriatico e la sua costa. Ci troviamo sul versante orientale di questa terra toccata lievemente dal sole, porzione di quel meridione che negli anni ha vantato l’acquisizione di importanti titoli tra i quali:  la Bandiera Blu della Fee e le 5 vele di Legambiente, grazie alla pulizia dei litorali, le acque cristalline, e la qualità dei servizi proposti. Il litorale orientale è cosparso anche dagli aromi e i colori vivaci della macchia mediterranea, il profumo dei prodotti tipici e salutari, un passato che rivive con nostalgia nelle profondità marine tra grotte nascoste e torri costriere. Tutte le località che si affacciano su questa costa non sempre sono conosciute, a volte neanche dagli stessi nativi del posto, per questo motivo è importante che voi intraprendiate con me questo viaggio virtuale alla scoperta, o riscoperta, dei luoghi più belli che fanno capolino sull’Adriatico, per imparare a conoscere, apprezzare e rispettare la fortuna che ci circonda. Questo nostro viaggio parte dalla parte più alta del Salento: San Cataldo, marina che alterna la suggestiva scogliera rocciosa a tratti di fine sabbia bianca che si estende in un mare estremamente cristallino. Non solo mare, però, al suo interno questa località racchiude pezzi di storia: i resti di un antico porto romano, Porto Adriano, e la chiesa nascosta circondata da alcuni blocchi di pietre che si estendono per metri.

Continuando il percorso verso sud, incontriamo la lussureggiante oasi naturale delle Cesine, oasi protetta e tutelata dal WWF, grazie alla presenza di alcune specie animali e vegetali, protette. Si arriva così alla prossima tappa, Roca, località con scogliera bassa mista a ospitanti calette di sabbia, un tratto di costa che fonde le sue bellezze con pezzi unici di storia come: la torre di avvistamento cinquecentesca, le rovine del castello sul mare e il Santuario della Madonna di Roca, meta ambita dai religiosi. Ma la vera punta di diamante di questa marina è la Grotta della Poesia che ha una caratteristica configurazione della scogliera, è possibile, attraverso delle scalette ricavate dalla roccia, ci si trova a fare il bagno in una piscina naturale dalla quale è possibile raggiungere il mare tramite un “tunnel”, una grotta. La leggenda narra di una bellissima principessa che amava fare il bagno nelle acque sulfuree del luogo attirando poeti provenienti da tutto il sud Italia per comporre delle strofe ispirate al suo splendore. Lasciandoci alle spalle queste meraviglie, siamo pronti ad incontrarne delle altre, grotte, insenature, anfratti che si innalzano imponenti fino a giungere a Frassanito, dove vanno man mano diminuendo di altezza fino a che non si raggiunge la costa bassa e sabbiosa, che si alterna a macchia mediterranea e pinete fiorenti che si innalzano fino ad altissime dune presenti presso gli Alimini, nel territorio di Otranto, punto più ad est d’Italia, è un piccolo paesino che racchiude storia e cultura. Qui una spiaggia di sabbia binachissima e pulita, lunga circa sei chilometri lascerà spazio al vostro stupore, una distesa immensa di rena adatta per tutte le esigenze, lidi si alternano a spiaggia libera, gli adulti possono praticare il surf, mentre i più piccoli potranno nuotare in tutta tranquillità.

Procedendo ancora verso sud per raggiungere come meta finale la punta del tacco dello stivale, possiamo godere dell’ottimo spettacolo che ci offre il panorama che costeggiamo, un paesaggio incantevole fatto di campagne dalla terra rossa e rovi bruciati dal sole, che gli conferiscono la tipicità del luogo. Arriviamo così a Santa Cesarea Terme, piccolo paesino arroccato su di una costa alta e rocciosa, è famosa per le sue terme e le proprietà benefiche associate non solo a quest’ultime ma anche alla qualità delle acque profonde e trasparenti. Superando questo luogo suggestivo, entriamo a Castro, racchiuso nel verde degli ulivi ed un mare incontaminato, con una costa rocciosa, alta, austera, con baie, cale, sorgenti di acqua gelata. Tra i tesori di questa cittadina ci sono: la Grotta Romanelli, uno tra i più importanti archivi naturali della preistoria in Italia, che grazie ai suoi graffiti rossi ha trasmesso fino ai giorni nostri numerose testimonianze. E la Grotta della Zinzulusa: piena di stalattiti e stalagmiti. Prima di giungere alla fine di questo percorso insieme, vi voglio condurre nella marina di Gagliano del Capo, piccolissimo comune il cui interesse è destato dalla cossidetta località Ciolo, una profonda gola scavata nei millenni dall’acqua che ha eroso la roccia. A tenere unite le due coste un ponte ogni anno meta ambita dai tuffatori più arditi ed esperti. Mentre gli alti faraglioni sono amati dagli appassionati di trekking. Ed eccoci giunti alla nostra tappa finale: Santa Maria di Leuca, situata precisamente in quella che è la punta del tacco d’Italia. Essa si innalza su di un promontorio che accoglie anche la basilica ed il faro. Leuca è famosa non solo per lo straordinario spettacolo che offre il mare, ma anche per la storia, le sue ville ottocentesche, le grotte e i reperti archeologici ritrovati, sono un’importantissima testimonianza memorabile. Spero che questo viaggio vi abbia portato con la fantasia nei luoghi che un domani avrete sicuramente voglia di scoprire.

Consulta il catagolo di tutte le strutture ricettive del Salento su http://www.salentotravels.it

LE LUMINARIE DI SCORRANO

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Si è da poco conclusa a Scorrano, un piccolo comune nel salentino, la festa in onore della patrona Santa Domenica. E come ogni anno questo evento non ha lasciato deluso nessuno. In onore di questa ricorrenza gli imprenditori che hanno un’azienda di luminarie e sono nativi di Scorrano si “scontrano” tra loro progettando e costruendo di anno in anno megastrutture che lasciano tutti, grandi e piccini con gli occhi sbarrati. Anzi, letteralmente con gli occhi al cielo, ad ammirare esterrefatti queste gigantesche strutture che si reggono in piedi grazie a mesi di duro lavoro che tengono impegnate le imprese che gestiscono questo settore, e che hanno lo scopo di stupire tutti quelli che accorrono non solo per festeggiare la Santa patrona, ma anche per restare affascinati dalle megacostruzioni. Tutti gli abitanti dei paesi limitrofi ma anche di quelli più distanti, ma anche moltissimi turisti giungono nella piccola cittadina per prendere parte a quello che è il più bel spettacolo al quale hanno assistito. Poiché le strutture che si susseguono negli anni sono sempre differenti, non si vedrà mai lo stesso spettacolo per due anni consecutivi, perchè si cerca sempre di dare spazio alla creatività e alla novità, non solo per quanto riguarda forme e colori ma anche tecniche e materiali innovativi che permettano di svilupparsi tenendosi sempre aggiornati sulle ultimissime dal mondo. Ma andiamo con ordine. Lo sfarzo che circonda questa festa è spiegato nella devozione che gli abitanti di Scorrano nutrono nei confronti della Santa. La leggenda narra che Santa Domenica apparve presso il paese per liberarlo dalla sciagura della peste, per questo motivo è divenuta punto focale di religiosità presso gli scorranesi. Si narra che la Santa apparve in sogno ad un’anziana donna del luogo riferendole che di sua spontanea volontà aveva deciso di divenire la patrona del paese e come riconoscimento lo avrebbe al contempo liberato dal male della peste. Per questo una volta guarito dalla malattia, ogni abitante avrebbe acceso sulla sua finestra una lampada ad olio come simbolo di avvenuta guarigione. Fu così che in breve tutto il paese si illuminò e la peste venne dichiarata come debellata. Ed è così che ogni anno durante il periodo dedicato alla patrona, il paese brilla sotto le lampade che ancora oggi vengono accese in segno di devozione e riconoscimento.

La festa dedicatagli non è famosa solo per il meraviglioso aspetto religioso ma anche alle imponenti architetture di luce che ogni hanno vengono pensate e realizzate dai locali Paratori. Scorrano, infatti, può vantare di essere la terra natale dei migliori maestri e professionisti di luminarie nel mondo, facendole diventare talmente tanto famose da guadagnarsi l’appellativo di “Capitale Mondiale delle Luminarie” . Le luminarie sono delle decorazioni luminose composte da alti tralicci in legno ricoperti da una miriade di varipinte lampadine colorate che servono per abbellire e addobbare le strade e le piazze durante una celebrazioni. Nella provincia di Lecce, soprattutto nel salentino, questa tradizione è rimasta viva e viene portata avanti. Queste opere sono divenute famosissime nel mondo grazie all’esportazione che i maestri hanno condotto in Paesi come: Giappone, Stati Uniti, Germ,ania, Belgio, Corea, e tanti altri dove queste meraviglie luminose erano a tanti sconosciute. I “Paratori” creano delle enormi strutture in legno ricoperte da migliaia di lampadine colorate, che un tempo erano ad incandescenza mentre oggi grazie al progresso tecnologico sono dei led che hanno raggiunto la loro espansione massima proprio grazie agli investimenti delle ditte scorranesi. Queste nuove lampadine non surriscaldano l’aria, i fili con cui sono collegati gli uni agli altri; quindi non solo sono più nitide le immagini rappresentate nelle costruzioni ma anche più sicure. Non solo, lo studio e la ricerca condotti su queste tecnologie ha portato allo sviluppo di innovativi software ed apparecchiature che debitamente analizzate hanno fatto sì che le accensioni delle luminarie siano composte da spettacolari effeti e giochi di luci e colori a ritmo di musica accompagnando il tutto con degli straordinari fuochi d’artificio che illuminano il cielo di Scorrano in diverse ore della serata.

Il magnifico spettacolo che ne viene fuori offre la possibilità alle ditte che mettono in mostra le loro opere, il loro sapere, e la loro professionalità di farsi conoscere non solo dai loro concittadini che da sempre apprezzano il loro lavoro ma anche dai visitatori che vengono da lontano. Questa occasione è per loro una vera e propria vetrina nella quale esporre il frutto della loro inventiva. Le ricostruzioni di monumenti famosi sono le costruzioni preferite come: la Torre di Pisa, la Tour Eiffel di Parigi, il Colosseo di Roma, il Tower Bridge di Londra e tanti altri, mentre le altre non sono di certo da meno come tamburelli, fiori, balconate, lampadari, creando dei veri e propri tunnel luccicanti che incrementano l’effetto 3D. Queste attrezzature possono raggiungere dimensioni quasi gigantesche, arrivando a toccare i 36 metri di altezza e 40 metri di larghezza. Come sempre questo evento è accompagnato dallo spettacolo piromusicale, dove prenderanno parte le migliori ditte di fuochi pirotecnici e anch’essi nel sottofondo musicale faranno scintillare in aria le meraviglie dedicate alla patrona. Le centiania di migliaia di turisti e abitanti della zona potranno rimanere con il naso sospeso in aria ad ammirare lo splendore di forme e figure che si alternano tra cielo e piazza. Quasi ogni mezz’ora, infatti l’esibizione musicale avrà luogo, dando l’opportunità a tutti, anche ai ritardatari, di godere del sorprendente incanto che è stato pensato per tutto l’anno. La manifestazione, infatti, è divenuta talmente tanto nota che i festeggiamenti si protraggono per una settimana intera. Quindi se ancora non avete trovato una scusa per venire in Salento, eccovene qui pronta una: le luminarie di Scorrano! Fate un salto in Puglia e venite a trovarci, non rimarrete delusi!