Archivio mensile:maggio 2014

COSTE MARE E GROTTE DEL SALENTO

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Il mare del Salento regala gioe e visioni, intrecci di festosi colori, favolose storie e antichissime leggende. Bisogna percorrerlo lentamente con un ritmo antico delle barche a remi, o con quello ventoso delle vele, per poterlo apprezzare e ammirare pienamente.
I panorami offrono luoghi da sogno: le spiagge di Alimini con le alte dune; la costa bassa di Gallipoli con il sole che sembra “salutare” l’antica chiesetta bizantina di S. Mauro; le spiagge di Ugento, le marine di Alliste, di Racale; di Felline, e poi S. Caterina, le pareti rocciose di Porto Selvaggio e la costa bassa con le bianche spiagge di Porto Cesareo.

Dai Portolani: si notano la colonna con la Madonna di Montevergine ad Ovest, il campanile della Cattedrale di Otranto, il Castello ad Est, i bastioni che fasciano l’abitato, il Sacrario dei Caduti e la Torre del Serpe.
La Palombara è una delle zone più suggestive per gli appassionati dei fondali marini, da qui si raggiunge la Torre delle Orte e superata Punta Facì entriamo in una vasta baia tra le più spettacolari d’Italia; vi si vede il Capo d’Otranto con il suo faro, numerosissime calette, grotte ed una spiaggia detta Porto Grande; è il luogo più riparato dalla tramontana mentre con il vento di scirocco è molto difficile accedervi. I canali della marina dei Monaci costituisce un percorso adatto agli appassionati di trekking è il più interessante di tutti è Canale Oscuro. Attraversiamo Capo Palascìa per giungere a Sant’Emiliano, insenatura dalle acque limpidissime, con al centro il piccolo isolotto.
Santa Cesarea o Cisarea era una fanciulla con la precoce vocazione alla vita monastica; narra la leggenda, che il padre voleva mandarla in sposa contro la sua volontà; al suo rifugio la inseguì per ucciderla e giunti in riva al mare la fanciulla, che non aveva più scampo, indirizzò al cielo un’ultima disperata preghiera “aprite munte e ‘nghiutti Cisaria”. La roccia dura e compatta allora si aprì in un’immensa voragine che inghiottì lei ed il padre blasfemo. Dagli stivali demoniaci del padre nacque lo zolfo che caratterizza le acque termali del posto.
Ercole ed i Giganti è una leggenda più antica, che viene dal mondo classico, narra di Ercole che scaraventò i Giganti Leuterni giù dal monte Olimpo presso il campus cumflagrationis per inseguirli ed ucciderli proprio nel promontorio Iapigio, nella terra dei Messapi, creando, dal corpo in dissoluzione dei giganti le acque sulfuree di Ugento, Leuca e Santa Cesarea.
Dopo qualche km giungiamo a Castro dove ci dà il benvenuto la celebre Grotta  Zinzulusa originata da un antico fiume, che da qui sfociava in mare; la splendida grotta conserva gelosa, i suoi tesori Naturalistici, colonie di pipistrelli che qui nidificano in primavera ed in autunno, abitano la grotta; proprio i pipistrelli l’avevano quasi consumata al tempo della sua scoperta con il loro guano. Il prezioso elemento, utilizzato nell’industria cosmetica, fu estratto fino agli anni sessanta da un ditta specializzata. La grotta ha restituito reperti di epoca preistorica, ma il tesoro più prezioso è costituito dai cosiddetti “fossili viventi” che sopravvivono nel fiume carsico che scorre sul fondo della grotta visibile tutto l’anno.

La Grotta degli Amanti narra che due giovani innamorati si rifugiarono in questa grotta per ripararsi dal freddo vento di tramontana; all’interno, “parlando di amore”e non accorgendosi che il mare si ingrossava e che la marea saliva, morirono teneramente abbracciati. Da allora, in primavera si sentono ancora i sospiri e le frasi d’amore dei due giovani.

Grotte della Posia dette anche erroneamente grotta della “Poesia” si trovano a Roca Vecchia nella zona archeologica, le Grotte sono due ad una distanza di circa 60 metri una dall’altra le due grotte sono ragginte dall’acqua del mare ed ad entrambe sono crollati i tetti possono essere raggiunte anche dal mare viaz nuoto o con una piccolissima imbarcazione.
Nella Grotta della Posia Piccola in ambito archeologico nel 1983 sono state trovate delle iscrizioni messapiche, latine e Greche dal quale è stato possibile stabilire che nell’antichità era un luogo di culto del Dio Tator o Teotor
Sulla Grotta della Posia, si narra anche di una bellissima principessa che amava fare il bagno nelle acque salutifere della grotta; la sua bellezza era così folgorante che ben presto la notizia si diffuse in tutta la Puglia. Fu così che schiere di poeti provenienti da tutto il Sud dell’Italia si riunivano in quel luogo per comporre versi ispirati dalla sua bellezza.
La Grotta Monaca si apre su un insenatura facilmente raggiungibile ed indica una grotticella che in passato presentava una stalagmite a forma di monaca; subito dopo troviamo San Pietro dei Canali, così chiamato per la grande quantità di sorgenti d’acqua dolce; poco più avanti incontriamo due grosse rocce chiamate “Lu Pisce” in ricordo di un enorme capodoglio che vi rimase incagliato e la Staffa, piccola spiaggetta a forma di ferro di cavallo.

GALLIPOLI

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Gallipoli, città bella di fatto, ma anche per la traduzione del suo toponimo derivante dal greco Kalè polis è la perla dello Jonio. Poche città meridionali esercitano lo stesso fascino, sia per la sua posizione naturale, sia per la genuina e spontanea ospitalità della sua gente, sia per le testimonianze antiche che conserva, segni evidenti di un glorioso e tormentato passato. La città di Gallipoli si presenta divisa in due parti rispettivamente chiamate Borgo e Centro Storico, unite tra loro da un ponte. Il Borgo corrisponde alla parte moderna della città ed è situato più ad est su un promontorio, mentre il centro storico si trova più ad ovest su un’isola di origine calcarea. La parte antica di Gallipoli è circondata da bastioni e mura di difesa lunghe un chilometro e mezzo, costruite con lo scopo di difendere la città dagli attacchi dei nemici provenienti dal mare. Gallipoli secondo lo storico Antonio de Ferraris, detto il Galateo, fu fondata nel 389 a.C. da una colonia di siciliani scampati alla distruzione delle loro città Callipoli, perpetrata per mano del Tiranno Dionigi.

Per diversi secoli i gallipolini seppero difendere la loro libertà e la loro autonomia; in seguito però, dovettero soccombere allo strapotere delle legioni romane che, dopo aver conquistato gran parte del Salento, posero l’assedio anche alla città ionica. Dopo la caduta dell’Impero Romano, Gallipoli venne saccheggiata prima, nel 456 dai Vandali, poi anche da Totila; a causa di queste continue scorrerie, Gallipoli conobbe uno dei periodi più bui della sua storia. Qualche tempo dopo, cadde sotto il dominio dell’Impero d’Oriente, ed i Greci gli restituirono l’antico splendore, trasformandola però, quasi in una città greca; introdussero infatti la loro cultura, i loro costumi, i loro usi, la loro religione, la loro lingua. Il dominio Bizantino su Gallipoli durò 517 anni. Nel 1284 la città conobbe un altro momento tragico; infatti il re Carlo d’Angiò, credendo che Gallipoli si fosse schierata a favore di Pietro D’aragona, la pose sotto assedio e la rase completamente al suolo. Più tardi Roberto il saggio e la Regina Giovanna I, riconoscendo l’errore, rimediarono permettendo la ricostruzione del paese, che si completò nella prima metà del secolo XIII col ritorno delle famiglie dei profughi che avevano cercato asilo nei villaggi vicini. Nel 1484 Gallipoli cadde in mano ai Veneziani che riuscirono nell’intento solo dopo una strenua resistenza durante la quale gli atti di coraggio furono tanti e tali che gli stessi assalitori non poterono non riconoscere agli sconfitti l’onere delle armi. Durante il Risorgimento, Gallipoli offrì alla Patria, martiri ed eroi che dettero fulgidi esempi di abnegazione.

Tra i tesori d’arte di cui può vantarsi Gallipoli, non si può non menzionare la Basilica di Sant’Agata, con la sua maestosa facciata seicentesca, la Fontana Ellenica con i suoi tre bassorilievi che rappresentano le metamorfosi di Circe, Salamace e Biblide e infine da visitare il Castello Angioino che è l’elemento di raccordo tra la città vecchia ed il Borgo. Nel campo commerciale Gallipoli vanta una tradizione che si perde nei tempi, specialmente in materia olearia. Famose sono le posture, scavate nella roccia marina, dove l’olio ristagnando, in attesa di essere imbarcato, si purificava fino ad assumere un colore giallo ambrato. Oggi la principale attività economica, oltre al turismo, è rappresentata dalla pesca che fa di Gallipoli un’autentica città marinara. Durante gli ultimi venti anni la città ha assistito ad un notevole sviluppo urbanistico e si è adeguatamente attrezzata nell’ottica di divenire una città turistica di prima categoria. Oggi la città conta circa 25.000 abitanti e dispone di buone strutture ricettive di varia tipologia: Alberghi, Villaggi, B&B e Camping, molti dei quali rinomati in tutto il Salento. Sopratutto durante il periodo estivo, Gallipoli viene letteralmente invasa da un flusso di turisti piuttosto vario, attratti dal mare cristallino, dalla natura, dall’arte, dalla cucina e dai numerosi club, disco e locali disseminati nella zona.

Hotel a Gallipolihttp://salentotravels.it/vacanze_puglia/hotel_gallipoli.html

B&B Gallipolihttp://salentotravels.it/vacanze_puglia/bed_and_breakfast_gallipoli.html

Residence Gallipoli: http://salentotravels.it/vacanze_puglia/residence_gallipoli.html

Case Vacanza Gallipoli: http://salentotravels.it/vacanze_puglia/case_vacanza_gallipoli.html

Ville di Lusso Gallipoli: http://salentotravels.it/vacanze_puglia/ville_lusso_gallipoli.html