FOGGIA E DINTORNI

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La provincia di Foggia, conosciuta anche come Daunia per la presenza dei Monti Dauni, assieme alle sue bellezza che la circondano è la prima cosa che vi accoglie quando entrate in Puglia, e già le premesse ci sono tutte e sono ottime. Dalla costa fino ad arrivare nell’entroterra i luoghi da visitare e da vivere sono numerosi, e proprio grazie alla vastità delle attività e posti da scoprire il turismo può dividersi in molte categoria, quello religioso e San Giovanni Rotondo è un esempio incalzante, quello balneare con Vieste, le Isole Tremiti e l’arcipelago tutto intorno, quello naturalistico: il Tavoliere della puglia, la Foresta Umbra ed il Parco Nazionale del Gargano, sono la casa di molte specie animali e vegetali, ma anche turismo culturale alla scoperta dlla storia dei borghi di questa meravigliosa provincia.
Lo sperone dello stivale racchiude in sè delle vere e proprie bellezze, scoprirne alcune di esse non farà che aumentare in voi la curiosità di vederne sempre di nuove e avventurarsi in luoghi incantevoli ed incontaminati. Sulla parte orientale della provincia, affacciate sul Mar Adriatico: Rodi Garganico, Peschici, Vieste, Pugnochiuso, Mattinata e Manfredonia offrono il meglio in fatto di località marine e non solo.
Rodi Garganico è una località balneare largamente apprezzata per la qualità dell’acqua, questa, così azzurra ed incontaminata, ha vinto numerosi premi tra cui: la Bandiera Blu ed ha ottenuto tre vele nel corso della Goletta Verde istituita da Legambiente. Le spiagge di questa località sono lunghissime e si interrompono solo su un tratto perchè qui, su di una punta rocciosa sorge il centro abitato di Rodi. Arroccato su di un’appunita roccia, questo comune a pochi chilometri dal lago di Varano è accerchiato da una lussureggiante vegetazione per la maggior parte composta da: ulivi e pineta e agrumeti.

Così come Rodi, anche Peschici nasce e si sviluppa sulla sommità di una rupe e sopraelevata rispetto almare di circa 100 metri, essa lo sovrasta e lo domina. Il centro di questo borgo si è svilupppato attorno alla sommità dove la presenza del castello Svevo è il nucleo da cui si è iniziato a  sviluppare Peschici. Attorno a questo comune sono dislocate varie spiagge sabbiose come: la Cala, Zaiana, Cala Lunga, Cala del Turco, Gusmay, Marina di Peschici e tante altre piccole baie e spiaggette, alcune nascoste, altre dotate di ogni servizio grazie alla presenza dei lidi attrezzati.
Sorge, invece, su una piccola penisola rocciosa: Vieste, importantissimo comune sul mare che vanta la presenza di numerose spiagge e località marina che si estendono per più Baie fino ad arrivare a Pugnochiuso. Questa città però non è solo ricca dal punto di vista marino ma, i siti archeologii e gli innumerevoli scavi hanno portato alla luce reperti che attestano che Vieste è stata la casa per alcune popolazioni già dal paleolitico.
Il tratto di mare che da Vieste raggiunge Mattinata, anch’esso premiato con la Bandiera Blu per l’ottima qualità di acqua e sabbia, è molto rinomato per la presenza di bianche falesie e faraglioni, che assieme a calette nascoste, anfratti e baie sono dei tesori da scoprire, infatti ancora oggi molte zone non sono state ancora eslporate. Le caratteristiche che fanno della costa di Mattinata il luogo più celebre dell’intera zona è certamente la presenza di questi faraglioni che, assime alle spiagge ciottolose e alle pinete sono divenute il simbolo di questo luogo caratterizzandole e rendendole uniche. Un luogo affascinante e amabile, dove potersi rilassare in tutta tranquillità.
Manfredonia è una cittadina di notevole interesse storico, qui l’intero comune è pieno di monumenti a vista e tanti altri che, invece, sono stati scoperti nel corso degli anni. I reperti storici ritrovati durante gli scavi acheologici sono la prova esistnte che questa terra è stata abitata sin dal neolitico.A sole 12 miglia nautiche dal promontorio del Gargano si trovano le Isole Tremiti, un arcipelago nel Mar Adriatico che fa parte della provincia di Foggia.

Questo incantevole arcipelago è costituito da più isolette ognuna delle quali dotata di bellezza propria. L’Isola di Santo Domingo è la più grande ed è quella che ospita le strutture ricettive pochè è l’unica sulla quale è possibile trovare una spiaggia sabbiosa, la Cala delle Arene.
La seconda isola più grande è quella di Crepaia ma è disabitata, così come Pianosa.
L’Isola di San Nicola è quella in cui la popolazione di questo arcipelago si è stanziata e dove si trovano i principali monumenti di interesse artistico-culturale.
Completamente differente dalle principali mete turistiche viste poc’anzi, San Giovanni Rotondo, ospita una tipologia di viaggiatori totalmente differenti, i religiosi, che sono qui per una motivazione sacra e spirituale che nulla ha a che vedere con i viaggi di piacere fatti lungo la costa. Famosa in tutto il mondo poichè ospita le spoglie di San Pio da Pietralcina, San Giovanni Rotondo, diviene grazie all’attenzione mediatica spostata sul Santo che ora, in occasione del Giubileo Straordinario indetto dal Papa, è in pellegrinaggio in varie Chiese che lo ospitano, ancora più in vista. Una volta terminato il “viaggio” del Santo la Chiesa sarà nuovamente gremita di fedeli venuti in Puglia per vedere il Santo con le stigmate.

LA VALLE D’ITRIA

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La Valle d’Itria, una zona della Puglia centrale che si trova tra Bari e le province di Brindisi e Taranto. Questa porzione di territorio comprende la parte meridionale dell’Altopiano delle Murge, ossia la depressione carsica che si estende tra le città di: Locorotondo, Cisternino, Martina Franca e Ceglie Messapica. Questo territorio è famoso per la presenza dei celebri trulli, delle tipiche ed originali abitazioni a forma di cono con pietre a secco a vista. La pietra in questa zona è largamente utilizzata anche per il rivestimento di masserie a la costruzione dei muretti a secco che circondano queste costruzioni e tutto il paesaggio rurale.
Vigneti e uliveti sono la cornice di questo luogo incantevole e genuino, i borghi antichi di queste cittadine sono il magico incanto che cattura lo sguardo e affascina i turisti di ogni dove. Alberobello proprio per la sua capacità e sensibilità nel curare i rapporti con i propri ospiti si è aggiudicata la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, grazie alla qualità dei servizi offerti e per la presenza di innumerevoli e valide strutture ricettive.
Di questa ampia zona denominata Terra dei Trulli fa parte anche Locorotondo, un comune in provincia di bari, che deve il proprio nome proprio grazie alla struttura morfologica che nel corso degli anni ha assunto. Infatti questo comune si sviluppa in forma circolare con case a più piani che terminano con tetti spioventi. Le cose da visitare e le attività da svolgere in questo borgo sono numerose, si va dai siti di interesse storico e culturale come: la Chiesa Madre San Giorgio e la Chiesa San Nicola, il centro storico e le sue abitazioni, fino a tour degustativi di enogastronomia locale con prodotti freschissimi prodotti sul luogo con materie prime a km 0.

La Terra dei Trulli si estende fino alla provincia di Brindisi dove troviamo Cisternino, uno dei borghi più belli di Italia grazie alle sue caratteristiche. Questo borgo medievale così piccolo eppure così bello si affaccia sulla Valle d’Itria e regala uno spettacolo incredibile, casette bianche al centro e tutt’intorno paesaggio rurale con trulli e campagne di ulivi tutto intorno. A pochi passi dal mare è il luogo ideale per una vacanza riservata, in tuta tranquillità.
E quando parliamo di case bianche non possiamo non menzionare Ostuni, la città più luminosa della provincia di Brindisi, questo borgo risplende infatti di luce propria grazie alle case bianche del centro storico. Queste abitazioni rivestite di calce, hanno origini antiche e risalgono al Medioevo, infatti è proprio in quest’epoca che la calce è il materiale di più facile reperimento, per questo il centro astorico è pieno zeppo di abitazioni bianche ricoperte di calce, una caratteristica che le ha rese famose in tutta Italia.

La cittadina si snoda su tre colli per un’altezza complessiva di 200 metri di sopraelevazione. Tutt’intorno è circondata da mura aragonesi difensive, che proteggevano dagli attacchi degli invasori, ancora oggi troviamo tracce di queste antiche costruzioni, ma il monumento principale di questo borgo è la Cattedrale, nonostante questa costruzione che rispecchia lo stile gotico del 1400 sia soggetta a continui restauri poiché costituita da “pietra docile” che la rende estremamente vulnerabile alle intemperie e allo scorrere del tempo, conserva tutt’oggi un elemento che la rende unica, il suo rosone, infatti, è uno dei più grandi al mondo.
Anche nelle campagne vicine ad Ostuni è possibile rivedere quelle antiche masserie e frantoi, accompagnati da altri siti archeologici con la presenza di dolmen e menhir.

Ma è in provincia di Taranto che è situato il capoluogo della Valle d’Itria, Martina Franca, famosa per l’eleganza delle costruzioni in stile barocco e per il festival musicale, all’interno di questo borgo si trovano dei capolavori spettacolari, e passeggiando tra le viuzze del centro storico si possono ammirare delle vere e proprie perle di bellezza, come i palazzi settecenteschi e le eleganti chiese in stile barocco. Il gusto raffinato che si riscontra nelle costruzioni di questo borgo si riflette anche nelle offerte ai visitatori che possono così rilassarsi in un ambiente amabile e rilassante.
In questa terra è possibile ritrovarsi dopo aver fatto una passeggiata all’interno delle arre verdi e delle campagne circostanti ai borghi antichi delle cittadine che ne fanno parte.
Scoprire la Valle d’Itria, assieme a tutto ciò che ruota attorno ad essa come: la gastronomia, le strutture ricettive, i festival ed altre attività da svolgere, sono i motivi per cui visitata una prima volta va rivista una seconda, e poi una terza e così via, perché la Valle d’Itria non smette mai di stupire, perché i luoghi nascosti e da scoprire sono innumerevoli e non basta una sola volta per ammirare così tanta bellezza. Per poter vivere al meglio questa terra è necessario soffermarsi e riflettere quando ci troviamo di fronte a pezzi di storia che la Puglia custodisce gelosamente.

BARI E DINTORNI

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Bari, il capoluogo della Puglia, è stato in passato, per questo ne conserva ancora tratti e caratteristiche, un importante porto mercantile e punto di approdo e incontro tra Occidente e oriente, qui si sono svolti i principali scambi e comunicazioni con i Paesi Balcani e tutto l’est Europeo. Il porto, che si affaccia sul mar Adriatico, è oggi un importante, se non il principale, punto economico di questa città che fonda la propria economia sul mare e sulle attività marine. Dal porto, che si divide in Porto Vecchio e Porto Nuovo, partono i principali traghetti che trasportano merci e turisti via mare. Bari vive in rapporto quasi simbiotico con il mare, tant’è che proprio sul lungomare si tiene il più importante evento fieristico del Mediterraneo, la Fiera del Levante, un importante polo fieristico che si estende imponente con circa trecentomila metri quadri di superficie ricoperta. Questa Fiera è multidisciplinare e si può trovare di tutto, la sua posizione è strategica e ottimale, l’ingresso principale che si affaccia sul mare la rende ancora più affascinante dal punto di vista monumentale. Dal polo si può facilmente raggiungere il centro città in meno di 2 km. Questo evento, conosciuto a livello nazionale, che ogni anno attira migliaia di visitatori tra cui: imprenditori, produttori e semplici visitatori incuriositi rende visibile questa città a chi ancora non la conoscesse, sotto ogni punto di vista, dalle attività produttive a quelle economiche, dalla gastronomia al tempo libero.

Proprio per la propria posizione affacciata sul mare, Bari è stata in passato il crocevia di numerose culture e popolazioni che attraccavano presso il suo porto, per questo conserva ancora tradizioni e riti di più culture. In passato, inoltre, Bari è stata uno dei principali centri cristiani, grazie all’arrivo dei crociati in questa terra, e che rimane ancora oggi meta di numerosi viaggi religiosi. Il Santo patrono di Bari è San Nicola, protettore del quale possiamo ritrovare delle significative tracce nella Basilica che custodisce gelosamente la Colonna Miracolosa e la Tomba del Santo, un luogo di incontro tra cristiani e ortodossi venuti dall’Est Europa.
Bari, nel suo essere affascinante racchiude in se più pezzi di storia, possiamo distinguere il raffinato quartiere murattiano e la splendida Bari Vecchia, ricca di monumenti antichi e custode di storia. La città vecchia si apre con le mura difensive e le grandi torri del Castello Svevo, un tempo con funzioni difensive, divenuto poi residenza rinascimentale. Nel cuore del centro storico, la Cittadella Nicolaiana, sorge la Basilica dedicata al santo patrono e la Cattedrale di San Sabino. Mentre nella Bari murattiana è possibile visitare splendidi palazzi signorili come: il Teatro Petruzzelli, il Teatro Piccinni e Palazzo Fizzarotti. Nel sottosuolo di questa ridente città è possibile ammirare veri e propri gioielli nascosti come: chiese, cripte e frantoi ipogei scavati nella roccia. Il capoluogo della Puglia ha molto da offrire e da scoprire, passeggiando per le vie del centro storico numerose sono le botteghe artigiane e le strutture architettoniche da mirare mentre il profumo delle focacce baresi appena sfornate vi farà venire il giusto appetito.
Questa terra è la patria delle orecchiette alle cime di rapa, un tipico formato di pasta fatta in casa con le rape del posto, altre specialità che viene dal mare è il ciambotto, un sugo a base di più specialità e varietà di pesce, ma anche il crudo di pesce, che è un cibo da strada, dell’ottimo mix di seppie, frutti di mare polpi da degustare fresco, appena pescato. Da non perdere l’eccellente piatto tipico: la tiella a base di patate, riso e cozze nere.

Non perdete tempo, e approfittate per un tour nelle città vicine a Bari ma che, come quest’ultima, hanno da offrire il meglio agli ospiti, Giovinazzo e Molfetta custodiscono un incarnato di storia e mare, cittadelle fortificate custodiscono le trecce di un passato religioso.
E se siete degli immancabili romantici Polignano a Mare, che riflette le sue case disposte sul promontorio nelle acque dell’Adriatico, e le mille lucine che ogni sera illuminano questa cittadina costiera vi faranno innamorare.
Se, invece, non siete tipi sdolcinati e preferite il divertimento con gli amici, è Monopoli la meta ideale per voi, qui lidi, discoteche e ristoranti alla moda sono le punte di diamante di questa città. I locali più in e trendy riempiono di gente Monopoli.
Queste località non sono famose solo per la storia e l’arte, ma anche per le spiagge, calette e numerosi anfratti che caratterizzano le località marine. Qui l’offerta è veramente vasta, si possono trovare anfratti e calette nascoste e discrete, ma anche tante spiagge alla moda piene di locali e lidi alla moda che offrono dei servizi eccellenti ai bagnanti. Qui la sabbia dorata e l’acqua incontaminata sono le protagoniste dell’estate baciate dal sole.
Il sole e il calore dell’estate in Puglia scaldano non solo l’acqua del mare ma anche i prodotti della terra. A Conversano e Turi, importantissimo è il festival delle ciliegie, dolcissime e succose, di un rosso intenso e piene di passione, proprio come questo luogo incantevole.

PAMPASCIUNI E SCAPECE

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PAMPASCIUNI
I lampascioni, meglio conosciuti nel dialetto salentino come “pampasciuni”, rappresentato un’altra tipica specialità della Puglia e Basilicata. Questa pianta erbacea, imparentata con l’aglio fiorisce nel periodo primaverile e perdura per tutto il periodo estivo, ma la parte che viene destinata al consumo è il bilbo che si sviluppa e si trova sotto terra, a circa 12-20 cm nel sottosuolo. Questo cippollotto amarognolo, dalle innumerevoli proprietà benefiche in antichità era largamente utilizzato dai contadini e dalle massaie non solo in cucina ma anche come rimedio naturale e collante grazie alle sostanze di cui è provvisto.
Nonostante questo bulba vanti una provenienza dal Nord  America, in Italia sono presenti moltissime varietà, molte delle quali però nn vengono utilizzate in cucina ma al solo scopo ornamentale per la bellezza dei propri fiori. Per quato motivo questo ortaggio è pressocchè sconosciuto a molti italiani, che lo provano per la prima volta nelle regioni meridionali, dove, invece, è largamente utilizzato e apprezzato.
La coltura dei lampascioni richiede un periodo di attesa piuttosto lungo, infatti, una volta seminati bisogna attendere dai 4 ai 5 anni per la raccolta. Nelle campagne dell’Italia meridionale, in Puglia e Basilicata, questi ortaggi crescono spontaneamente ma bisogna stare molto attenti, perchè se non si conosce bene la pianta si rischia di confonderla con un’altra dai fiori e bulbi molo simili ma velenosi. Meglio quindi affidarsi a mani esperte o acquistare i lampascioni coltivati.
Questo ortaggio viene cucinato e preparato in mille modi differenti: si va dal lampascione sott’olio, al lampascione fritto, o con il coniglio, con le uova, con i funghi, in insalata, in agrodolce, scapece dolce di lampascioni, insomma ce n’è per tutti i gusti, anche se questi cipollotti non ammettono meze misure, o si mano o si odiano, poichè hanno un tipico sapore amarognolo che viene smorzato nella fase di preparazione, quando vengono lasciati una notte intera in ammollo nell’acqua per far si che la sostanza che da il caratteristico sapore si attenui.
In Salento questa pietanza è un piatto all’ordine del giorno e di certo non manca nelle ricorrenze e festività, dove si trova sempre una ricetta ad hoc. Ad Acaya, bellissimo borgo nel Salento si venera la Madonna dei Lampascioni e, accanto al rito religioso, una sagra attira centinaia di persone per la degustazione dei pampasciuni in ogni salsa e sapore.

LA  SCAPECE
Specialità e prelibatezze culinarie, si sa, seguono ordini e preparazioni diverse a seconda della regione in cui ci troviamo, a volte assumono nomi, procedure di preparazione e condimenti differenti, altre volte invece i piatti variano di luogo in luogo, quindi non è per niente facile trovare una determinata specialità di un luogo in un’altra zona. La Puglia custodisce gelosamente le antiche ricette e molte di queste pietanze squisite si possono gustare addirittura solo in alcune zone della Puglia. E’ questo il caso della Scapece gallipolina. La scapece è il termine finale che il sostantivo spagnolo Escabeche ha assunto nel corso degli anni a causa degli stravolgimenti nella lettura e scrittura di quest’ultimo.
Anche nella Spagna l’Escabeche è una tecnica di conservazione degli alimenti che dopo essere fritti in abondante olio sono messia marinare con acete, aglio e altre spezie.
Nella città marinara di Gallipoli, dove il pesce fresco viene pescato ogni giorno ed è possibile trovarlo sulle bancarelle del mercato intento a sprigionare odore di mare, una varietà di pesce, in particolare ope e cupiddhi, viene destinata alla preparazione di questo piatto.
Gli ingredienti della scapece sono: il pesce, mollica di pane, zafferano, aceto, spezie, olio per frittura.
Questa preparazioni ha origini molto antiche che risalgono addirittura al Medioevo, infatti proprio in quest’epoca per ripararsi dalle invasioni di altre popolazioni gli abitanti di Gallipoli erano costretti a rimanere rinchiusi nelle mura della città per lunghi periodi senza possibilità di uscire per acquistare i beni di prima necessità che sarebero serviti per il proprio sostentamento. Per questa ragione si studiavano dei metrodi per la conservazionee di cibi, affinchè potessero essere utilizzati tranquillamente per lunghi periodi. La scapace è stata una tecnica largamente utilizzata per questo scopo, infatti il pesce, dopo essere stato fritto in abbondante olio, viene fatto marinare con la mollica del pane imbevuta di aceto, zafferano e altre spezie. Questa prelibatezza ha superato i confini di Gallipoli e si è estesa lungo tutto il Salento, in prevalenza nelle zone marinare dove è possibile reperire il pesce fresco con più facilità. Il pesce azzurro utilizzato per fare la scapece viene stipato in masselli in legno a strati alterni di pesce e mollica di pane. Questa specialità dal caratteristico coloro giallo oro viene venduta durante le feste patronali e durante le sagre, per la gioia dei più golosi.

PASQUA NEL SALENTO

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Con l’avvicinarsi della Pasqua, quest’anno in Marzo, nei piccoli paesi salentini si sente già l’ardore delle massaie del posto, che con grande fermento e passione ogni anno come tradizione comanda si preparano a vivere questo periodo così spirituale per loro come un dono. In questa terra la religione è tutto, la messa ogni sera, il rosario, le litanie, i canti sacri, le donne del posto sono molto legate a questa visione così sacra della vita. In questa terra tutto ruota attorno al Signore, e le gesta, i sacrifici e gli onori sono tutti per il clero. Far parte della comunità cristiana rende questa gente partecipe ed attiva, donando loro uno scopo comune di vita. Nel periodo precedente la Pasqua, festività molto sentita, le tradizioni, gli usi e costumi sono tutt’oggi tramandati dalle nonne, che in casa si danno da fare. Dalla cucina, all’arredamento in casa e fuori, tutto richiama questo periodo così spirituale che ha inizio molto tempo prima della Pasqua in sé. Già a partire dalle Ceneri iniziano i fioretti, ossia piccole rinunce che ognuno fa nel proprio focolare domestico come sacrificio al Signore, in giro appese sui balconi si vedono le Quaremme, dei fantocci che simboleggiano l’inizio della Quaresima e la fine del carnevale. Questi fantocci raffigurano una vecchia molto brutta, vestita in nero per lutto, poiché il carnevale è finito, nelle mani ha i simboli tipici, un fuso ed un filo di lana sinonimo di laboriosità e nell’altra mano un’arancia amara simbolo di sofferenza e rinuncia, nella quale sono state infilate sette penne di gallina, per quante sono le domeniche di rinunce, sacrifici e astinenza mancanti alla Pasqua. Ogni settimana viene tolta una penna e una volta terminato questo periodo, con il filo esaurito, l’arancia ormai secca e nessuna penna, la Quaremma viene appena su di un palo e al suono delle campane della Resurrezione viene fatta bruciare tra l’allegria di tutti come simbolo di purificazione dell’anima. Questo periodo così importante è caratterizzato da forti rinunce, soprattutto dal punto di vista culinario, infatti dalle tavole vengono ridotti se non addirittura eliminati cibi come: carne, uova e formaggi. Tutte queste privazioni terminano durante la Settimana Santa, periodo nel quale le massaie, cioè le casalinghe salentine, si mettono all’opera preparando i tipici dolci pasquali salentini.

Anche questi ultimi sono molto legati alla fede religiosa, infatti ricorrenti sono gli ingredienti come uova che simboleggiavano, secondo antiche tradizioni, la fecondità e la vita, utilizzate come speranza di rinascita di una nuova vita e quindi risurrezione, e l’agnello,  che rimanda al sacrificio di Cristo.
L’uovo è molto utilizzato nella preparazione di un tipico dolce salentino, le Cuddhhure, una ciambella di pane intrecciata originariamente salata, divenuta poi nel corso degli anni un dolce tipico. Anticamente questo impasto veniva consegnato ai mercanti che in giro con le lor carovane potevano contare su una pietanza consistente e nutriente. Con il passare degli anni questo piatto, entrando a fra parte della tradizione pasquale si è evoluto senza mai intaccare le origini. Infatti scopriamo che questo pane dolce non è poi così dolce, ma il giusto equilibrio per donare nutrimento ai contadini che mangiandolo dopo il lavoro spezzavano il faticoso digiuno sostenuto durante la Settimana Santa. La cuddhura diviene così un vero e proprio dono che si fa ai propri cari in quest’occasione. Ci si diverte ad impastare e creare forme sempre diverse come il cuore, il galletto, la bambolina, tassativamente con un nuovo lesso incastonato al centro, decorati poi con nastrini e fiocchetti colorati. In passato, erano soliti scambiarsi questi doni le coppie di fidanzatini, le donne ricevevano in dono la bambolina mentre i ragazzi il galletto. Questo dolce veniva poi consumato dopo la santa messa del giorno di Pasqua, rituale al quale nessuno si sottraeva.

Ancora oggi, molte massaie si prodigano nella creazione delle cuddhure sebbene molte panetterie e negozi locali ne siano provvisti.
Altro dolce tipico fatto in casa con tanto more e devozione è l’agnello di pasta di mandorla. Il simbolo di questo dolce è prettamente pasquale, la mandorla, finemente tritata e impastata con lo zucchero è il fiore all’occhiello di questo dolce, al cui interno possiamo trovare marmellata, ma anche cioccolato e mandorle.
Se ne possono trovare per tutti i gusti ma quello che lascia il segno è la devozione con la quale queste signore del luogo preparano questi piatti tipici per la propria famiglia riunita in occasione della festività.
Assieme ai nipotini guarniscono, mettono fiocchi e nastrini e preparano biglietti di auguri per queste vere e proprie opere d’arte culinarie da donare a parenti e cari vicini di casa.
Non mancano inoltre altri dolci tipici come le pastatelle, fatte rigorosamente con l’olio locale e marmellate preparate in casa con la frutta di stagione delle campagne vicine. Ma anche i mostaccioli, dolci tipici al cioccolato, mandorle e cannella ricoperti da una golosa e traslucida glassa al cioccolato.
In questo periodo sacro, dopo un lungo susseguirsi di digiuni e rinunce, il giorno di Pasqua si festeggia la Resurrezione e con essa l’amore per le tradizioni e la famiglia, ci si siede a tavola assieme ai propri cari assaporando quello che le nonne e mamme hanno preparato nel corso di questo periodo con tanto amore.

LE ZEPPOLE DI SAN GIUSEPPE

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In molte culture, è usanza ormai radicata quella di festeggiare il 19 marzo San Giuseppe, marito di Maria e padre putativo di Gesù. Un tempo questa festività non era solamente sentita in modo molto forte dalla chiesa ma anche dallo Stato, infatti in antichità questo era un giorno festivo, poi con una legge del 2005 è divenuto un comune giorno feriale. Comune per le autorità amministrative, poiché questa rimane per la comunità cristiana una ricorrenza molto sentita dal punto di vista dei riti religiosi ma anche per quelli che accompagnano questo giorno nel proprio focolare domestico. Sebbene oggi sia stata istituita ufficialmente la festa del papà, rimane il 19 marzo la celebrazione ideale per ricordare e onorare i propri padri, sovente donando loro i tipici dolci, le zeppole. In tutta Italia si preparano questi dolci tipici, e, nonostante alcune modifiche a forme e nomi, gli ingredienti principali rimangono pressoché quasi gli stessi in tutte le regioni, anche se poi ognuna ha sviluppato le proprie aggiunte segrete.
Queste tradizioni che si tramandano ancora oggi sono molto sentite soprattutto nei piccoli paesi delle regioni meridionali, a forte carattere religioso. Sicilia, Puglia, Abbruzzo ne sono un esempio esplicito, grazie alla preparazione non solo delle zeppole, ma anche di altri riti tradizionali come le tavole e le tavolate di San Giuseppe. Ogni occasione è buona per adorare e offrire dei rituali ai Santi, per questo motivo si celebrano ogni anno più di due santi al mese.

In occasione del 19 marzo, le donne ma anche oramai molte pasticcerie e grandi supermarket, che hanno visto in questa data il proprio business preparano con largo anticipo i tipici dolci che saranno poi donati ai padri di famiglia e gustati tutti assieme attorno alla tavola imbandita.
Le zeppole sono delle ciambelle, fritte nello strutto e farcite con crema pasticcera, crema al cioccolato o amarene sciroppate. Queste, in alcune regioni di Italia sono un tipico dolce carnevalesco. Ma non nel Salento, dove, seppur presente durante tutto l’anno, questo rimane un tipico dessert di San Giuseppe.

Nella parte meridionale della Puglia, la zeppola, che nel corso degli anni ha assunto nuovi gusti come l’aggiunta di nuove creme e farciture, o anche la cottura al forno o nell’olio di oliva, non è l’unica tradizione che accompagna questa data. Infatti, in molti comuni le famiglie sono molto solite portare avanti la tradizione delle Tavole di San Giuseppe, delle vere e proprie tavole, riccamente imbandite con piatti tipici della zona, dalle rape alle cicorie, dalle favenette al pane fatto in casa. Questa è un’usanza molto particolare poiché inizia già dal 18 di marzo, quando si iniziano a preparare le pietanze che saranno poi distribuite nella cena del 19.
In questa occasione, si celebra la divisione e la condivisione, infatti il padrone di casa che invita e offre il suo cibo nulla può mangiare se non gli avanzi di quelli che sono stati i suoi ospiti, che vanno da un numero minimo di 3 persone, a simboleggiare la Sacra Famiglia, fino ad un massimo di 13 persone, come gli apostoli nell’ultima cena, o comunque un numero compreso ma sempre dispari. In passato si approfittava di questa occasione per ospitare le famiglie più numerose o povere del paese, mentre oggi si è soliti invitare parenti ed amici e assieme a loro gustare le gustose pietanze. Si possono preparare un piatto per ogni ospite, oppure tanti piatti per invitato quanti sono gli ospiti, per un massimo di 169 portate, ossia 13 piatti per ognuno dei 13 ospiti. Ogni invitato ha la sua parte nella cena, ed è chiamato ad impersonare il santo a lui assegnato. Questa è una tradizione molto radicata nei piccoli borghi del Salento e, nonostante la fatica per portarla a termine, ancora oggi sono molte le famiglie che si riuniscono in questo giorno per festeggiare come in antichità.

Il rituale consiste in alcuni passaggi che possono sembrare complessi e strani, ma che ormai sono divenuti normalità per chi da tanti anni porta avanti questo rituale.
Il giorno di San Giuseppe, dopo aver ascoltato la santa messa, ci si reca tutti insieme a casa della famiglia che offrirà la cena, e una volta accomodati si attende l’arrivo del sacerdote che benedice la tavola imbandita. Dopodiché è l’ospite che impersona San Giuseppe a portare avanti la serata, infatti è lui che decide quando tutti gli altri possono iniziare a mangiare, quando passare alla pietanza successiva, tutte rigorosamente servite dalla famiglia ospitante, e quando si smette di mangiare per poi portarsi a casa tutto ciò che è rimasto. Per molti, questa rappresenta un’usanza stramba e priva di senso, ma per molte famiglie molto devote la celebrazione di questa ricorrenza è fondamentale, soprattutto per avere la benedizione per la propria famiglia.
In queste tavole imbandite, certo non possono mancare i piatti tipici della tradizione salentina come: massa e ciciri, lampascioni, fave, cicorie, pesce fritto, pittule e per ultimo, ma non per importanza il dessert, le zeppole.

QUANDO IL VENTO FISCHIA IL KITER RISPONDE

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Sembrava che sul Salento fosse arrivata la neve, questa sconosciuta ai più, ha iniziato a fioccare incessante e posandosi sulle auto e sul ciglio della strada ha fatto dimenticare il freddo pungente che la accompagnava, le guance rosse dei bambini usciti per le strade a giocare, il pizzicore delle mani addormentate dal freddo e i nasi congelati sono passati in fretta in secondo piano, lasciando il posto allo stupore e alla meraviglia di chi non vedeva neve dai lontani anni 2000 quando una fioccata aveva imbiancato la Puglia intera. Ma presto questo sogno è andato via via svanendo quando il freddo, durato poco più di due giorni ha lasciato lo spazio al sole, che alto ha sciolto il poco ghiaccio che era rimasto per strada, e con esso ha portato via la magia che si era creata. Le temperature non ci hanno messo molto per alzarsi, e lo scirocco ha giocato un ruolo fondamentale. Le giornate invernali, quelle dal freddo pungente hanno lasciato il posto a temperature e clima primaverili, la pioggia e il freddo sul Salento sembrano per ora un dolce ricordo, mentre i piumoni rimangono perfettamente ripiegati negli armadi. E in questa altalena di temperature, dove gli anziani dei Paesi salentini sostengono che non esistono più le mezze stagioni e il mondo si sta capovolgendo, si trova anche una categoria di persone che non disdegnano il caldo, non temono il freddo e contro tutto e tutti affrontano il mare in ogni stagione dell’anno.

Muta alla mano,questi temerari si confrontano con il mare in tempesta e pregano Eolo di dare una bella scossa al mare. Sto parlando dei praticanti del surf e del kitesurf, due sport estremi, i cui praticanti non hanno paura delle acque divenute fredde man mano che l’inverno si è addentrato, non hanno paura di cavalcare le onde nemmeno con il tempo grigio e i nuvoloni in lontananza. Questi coraggiosi non hanno fissa meta, ma, sito di meteorologia alla mano inseguono le condizioni climatiche a loro più favorevoli. Due mondi divisi, paralleli e opposti quelli del surf e del kite, che richiedono caratteri e onde diverse, e poco importa che sia la costa jonica o quella adriatica, l’importante è il mare buono!
I surfisti, in genere non guardano al vento ma alle onde del mare, e quando il vento carica aspettano il giorno giusto, quello senza vento ma con mare carico di onde. Mete ideali in un giorno con onde perfette sono: Porto Cesareo, infatti la lunga costa sabbiosa è ben protetta e racchiusa in un abbraccio da alte dune di sabbia che proteggono dal forte vento, perché prima di tutto la sicurezza! E diametralmente opposto, San Foca, offre delle piccole spiagge, baie nascoste da sfruttare per praticare lo sport del cuore, perché, sfatiamo un mito, non tutti gli uomini italiani seguono il calcio. La domenica mattina, questi avventurieri degli sport estremi, e vi stupirete anche scoprendo che sono moltissime le ragazze che li praticano, girano alla ricerca della spiaggia con le giuste condizioni.
Anche se agli antipodi per caratteri e stili di vita, anche chi pratica kitesurf è sempre alla ricerca della giusta meta. Per gli amanti di questo sport, invece, molto importante è il vento affinché l’aquilone possa spingere i kiters in acrobazie sempre più spettacolari. Anche per loro è importante trovare il luogo ideale con il vento giusto, perchè non è tanto solo il divertimento ma anche i pericoli a cui si va incontro. Poco importa che sia Torre dell’Orso o Frassanito, quando il vento fischia, il kiter risponde. Zaino in spalla, aquilone, muta, tavola e tanti amici pronti a seguirti. Per chi ormai, dopo avermi letto, non può fare a meno di provare le incredibili emozioni che regalano questi sport, può iscriversi ad un corso di surf, che solitamente si tengono a San Foca, ma anche ad uno di kite, presso la Spiaggia Bianca, nelle vicine Cesine, numerose sono le scuole che non solo tengono corsi ma affittano l’attrezzatura a chi ne è sprovvisto.
Come dicevamo, tanto divertimento, ma anche sicurezza, le prime lezioni, infatti sono dedicate alla sicurezza in acqua e ai dispositivi di cui sono dotate le attrezzature per vivere il mare in modo responsabile e per non essere di intralcio agli altri.

Questi sport, ancora non totalmente regolamentati e legiferati in Italia, non sono ben visti dalle autorità locali, dai bagnanti e dai gestori dei lidi, ed è per questo motivo che d’estate sia gli amanti del surf che del kite, sono in continua lotta alla ricerca di una spiaggetta libera o con pochi bagnanti, perchè in quelle situazioni bisogna stare attenti a se stessi ma anche a chi nuota tranquillo nell’acqua. Ma neanche questo spaventa i nostri intrepidi avventurieri che nonchalance allontanandosi dalle spiagge affollate continuano la loro corsa alla ricerca del mare buono! Ed è proprio per questo motivo che d’inverno i surfisti si scatenano, il mare è tutto per loro, i lidi sono chiusi e le spiagge sono deserte, la distesa di acqua azzurra e ormai fredda è il rifugio di tranquillità e relax, il porto sicuro dove rifugiarsi per allentare le tensioni della vita quotidiana e lasciare andare liberi i pensieri. Con i piedi a mollo nell’acqua e il cielo che si confonde con essa all’orizzonte, la mente si svuota e ci si sente padroni e travolti da intense emozioni. La vita è breve, abbandonate pantofole e divano e immergetevi a pieni polmoni in una nuova visione del mare in inverno e dell’esistenza stessa.

SANTA MARIA DI LEUCA

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Il punto più a meridione del Salento ha un altro primato, quello di essere anche il punto più a est dell’intera penisola italiana. Ma ciò che rende questo posto unico e così celebre, è la linea sottilissima, visibile nei giorni più sereni di congiunzione di due tra i mari più belli, lo Jonio e l’Adriatico. Estremità della tacco dello stivale, Santa Maria di Leuca è rinomata proprio per la congiunzione delle correnti provenienti dal Golfo di Taranto e quelle del Canale di Otranto. Il loro incontro è un suggestivo susseguirsi di piccole increspature, quasi a formare una linea di una tonalità di azzurro più scura rispetto alla distesa che si stende a perdita d’occhio e visibile soprattutto dal promontorio, Punta Meliso, su cui si erge il caratteristico faro. Molti sono i luoghi di interesse artistico, culturale e storico, non limitandosi quindi meramente alle spiagge di cui questo luogo, nonostante sia una frazione del comune di Castrignano del Capo, può offrire, sorprendendo per le innumerevoli sfaccettature che si possono cogliere immergendosi nel cuore pulsante di questa cittadina.
Molti sono i servizi offerti da strutture ricettive ed enti che promuovono il turismo, vengono proposti degli itinerari, guide alla scoperta delle bellezze architettoniche e paesaggistiche come: le ville ottocentesche, Villa Episcopo, Villa Colosso, Villa Arditi, Villa Tamborrino e tante altre, ma anche le grotte carsiche come: la Grotta del Diavolo, le Grotte di Ponente e le Grotte di Levante, alcune delle quali sono raggiungibili a piedi per terra, altre solo per acqua, molte delle quali sono state testimoni di importanti ritrovamenti di reperti storici.

Ce n’è per tutti i gusti, da chi ama gli sport e di questi ne fa un’avventura continua, a chi ama la tranquillità e le lunghe passeggiate immersi nella natura, senza il trambusto della città. E poi per concludere in bellezza, la miriade di spiagge, tutte dotate di uno splendore unico e ognuna a modo suo caratteristica. Da Santa Maria di Leuca alle zone limitrofe, dallo Jonio all’Adriatico si stendono a macchia d’olio spiagge, rocciose o sabbiose ognuna in grado di rispondere a diverse esigenze, dalla famiglia con bambini, alla vacanza con gli amici all’insegna del divertimento.
Grazie al clima mite e temperato, questa località si accende e si infiamma da Aprile sino ad Ottobre inoltrato, la movida notturna e le serate sono animate da molti locali in frequentati dai giovani e sul lungomare spettacoli organizzati ad hoc.
Il territorio di Santa Maria di Leuca è prevalentemente roccioso, con coste alte e frastagliate, ma questo non è ostacolo, poiché attraverso scalinate, stradine e sentieri è possibile raggiungere delle spiagge riservate, o addirittura, lidi situati su piattaforme in legno.
A questo si aggiunge un mare profondo con fondali mozzafiato, meta di innumerevoli immersioni strumento con il quale è anche possibile accedere alle magnifiche grotte che hanno punti di accesso solo marittimi. Anche le zone circostanti Santa Maria di Leuca sono molto rinomate e apprezzate, le spiagge limitrofe sono:

Località Ciolo, che deve il suo nome ad una specie di volatili che abitano la zona, soprattutto gli anfratti della costa, le gaffe, dette “ciole” nel dialetto del luogo. Questa zona è caratterizzata da una costa molto alta che scende a picco nel mare di un azzurro intenso ed incontaminato. L’ingresso in acqua è facilitato da un bagnasciuga in cemento appositamente realizzato, mentre i più temerari provano l’ingresso in acqua dall’alto ponte, detto “ponte del ciolo” situato a più di 50 metri dall’acqua.

Marina di Felloniche, frazione di Patù, costituita in parte da una spiaggia di sabbia, e in parte da scogliera bassa, nonostante sia solo una piccola località, essa è dotata di tutti i comfort necessari per vivere una vacanza da sogno, dallo stabilimento balneare, all’edicola, dai generi alimentari a bar, pizzerie e trattorie. Caratteristico è il lungomare, ideale per le passeggiate al chiaro di luna o semplicemente per mirare il tramonto ogni giorno sempre diverso ma che regale sempre un’emozione indescrivibile.

Marina di San Gregorio, anch’essa, frazione di Patù, ha un notevole interesse storico e culturale, numerosi sono i segni rimasti delle civiltà messapiche, e alcuni resti sono tutt’oggi visibili, come la Torre di San Gregorio. Le spiagge dal mare cristallino ed incontaminato sono prevalentemente costituite da scogliere basse ma sono facilmente accessibili ai bagnanti.

Torre Vado, tanto piccola, quanto piena di sorprese, in questo solo chilometro di costa, essa sprigiona tutta la sua polivalenza, che passa dall’essere una spiaggia ciottolosa, ideale per famiglie con bambini, dalle acqua di un azzurro intenso, per passare poi alla sabbia, nelle vicinanze del porto, una piccola insenatura sabbiosa dona quella doratura tipica, dalla scogliera alla sabbia ce n’è per tutti. Sorprendenti sono le  pozze di acqua sorgiva che si insinuano tra il tratto roccioso e quello sabbioso. Qui di inverno è possibile  ammirare i cigni.
Vicine a Torre Vado anche Posto Vecchio e Pescoluse.
Insomma, l’offerta proposta da questo angolo di paradiso è varia, vaste ed ampie sono le attività, le spiagge e i luoghi di interesse da visitare, dalla mattina a notte inoltrata le giornate saranno segnate da momenti indimenticabili.

TRICASE E TRICASE PORTO

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Nel più profondo sud di Italia, nel basso Salento, sorge Tricase
, un borgo in cui chi ha la fortuna di abitarvi vede il susseguirsi di una serie di eventi e anche grazie alla bellezza di cui la natura ha dotato questo luogo, la primordiale esistenza di un mare cristallino. Un luogo che d’estate vede moltiplicarsi il numero degli abitanti grazie ad una ricca e vasta offerta turistica, qualità dei servizi e incantevole scenario sono la cornice perfetta di un turismo che è interessato alla scoperta non solo di questa zona ma anche di quelle limitrofe di altrettanta bellezza. Tricase dista circa 50 km da Lecce,Tricase dista circa 50 km da Lecce, è un’importante cittadina del Salento, e si affaccia sul mar Adriatico, il suo lungo litorale è meta di chi ha bisogno di ritrovare la natura, il verde, l’aria fresca che in una città è difficile ottenere. Tricase è una zona ricca di testimonianze storiche oltre che di bellezze naturali, la presenza di Menhir e specchie permettono di collocare la sua nascita in un’epoca molto antica anche se è difficile stabilire con esattezza l’anno della nascita di quella che diventerà poi una delle mete preferite nell’estate salentina.

Per tutta questa serie di rarità fa parte del club dei borghi autentici d’Italia, che d’estate si inondano di fiumi di turisti che si precipitano per accertare così tanta bellezza. Nessuno è mai andato via deluso o insoddisfatto da quello che ciò che viene offerto. Tricase non è interessante solo dal punto di vista delle marine ma anche sotto il profilo della cultura, questo borgo possiede, infatti, origini antichissime risalenti all’epoca dei feudi, il Medioevo, molto famosi sono, quindi, il palazzo e il castello residenza della famiglia che all’origine abitò questa terra baciata dal sole per moltissimo tempo. Da visitare assolutamente assieme alle tante architetture religiose e militari.  La cultura è il motore che muove il mondo, ma andateci piano, se avete bisogno di staccare la spina e rilassarvi, fate un giro per le principali marine: Tricase Porto e Marina Serra, nonché frazioni: Lucugnano e Depressa, di questo borgo che ogni anno fa innamorare migliaia di turisti. Il litorale di Tricase che racchiude all’interno le due marine, è caratterizzato da coste frastagliate e rocciose, e da scogliere ricoperte da folta vegetazione, la macchia mediterranea, con odorosi arbusti e piante sempreverdi, e in grado di offrire una vacanza balneare di qualità, in una terra antica, accogliente, a portata di tutti. Per chi è amante della vita sana, della buona cucina, della genuinità, dell’accoglienza e del calore delle persone, di una vacanza che permetta realmente di dimenticare i problemi, il litorale tricasino è quello che fa per voi.

Questo territorio rientra nel Parco Costa d’Otranto – Santa Maria di Leuca – bosco di Tricase, istituito dalla regione proprio per salvaguardare l’integrità di queste zone ricche di beni architettonici e specie di flora e fauna a rischio. Tricase Porto, è un rione di Tricase, conosciuto fino al 1992 come frazione, ed abitato all’incirca da meno di 300 abitanti. Le peculiarità di questo luogo lo rendono celebre sin dall’antichità, conosciuto, infatti sin dal 1400, oggi è in continuo miglioramento per far sì che si valorizzi e incrementi il flusso turistico non solo cittadino ma anche nautico, grazie al miglioramento del porto e degli attracchi per le navi che vi transitano.
Questo porto è racchiuso da spiagge, le cui acque variano da 2 fino a raggiungere i 7 metri di profondità, le spiagge sono delle vere e proprie perle di bellezza racchiuse da scogliere e grotte naturali, le cui acque cristalline sono la ciliegina sulla torta di un luogo già incantevole di suo. Ma anche qui è possibile trovare di più, è possibile visitare: la Torre del Sasso, un alta torre costruita per difendere la costa dagli attacchi dei turchi e saraceni, ma anche il Palazzo Principesco dei Gallone, la chiesa madre e il convento dei domenicani.

Anche Marina Serra non è da meno, il territorio caratteristico che si estende da Tricase fino a questa marina, si protrae lungo questo tratto di costa caratterizzandolo da scogliere, insenature, grotte naturali, lussureggiante vegetazione e mare cristallino.
Questa zona è nota anche per la presenza del Promontorio del Calino o Belvedere proprio in onore della vista mozzafiato che offre. Un’escursione che è impossibile non fare è quella presso la Grotta Matrona, una grotta naturale accessibile solo dall’acqua che nel corso del tempo ha scavato ed eroso la roccia rendendola molto particolare e molto vicino un’insenatura ricavata artificialmente, conosciuta come la Piscina. Ma l’insenatura naturale più misteriosa e affascinante proprio per le leggende e i miti che vi ruotano attorno è il Canale del Rio, a detta di molti scavato dal diavolo in una sola notte per gettarci dentro le campane del campanile per ripicca al principe della città che non aveva rispettato un patto con lui.

Visitare questo litorale, i borghi che si illuminano di lucine al calar del sole che si tuffa nel mare, passeggiare per le piazze che si riempiono della gioia di vivere è un’esperienza che lascia il segno dentro e sarà difficile ritornare alla vita di sempre a vacanza finita.
La certezza è che questi luoghi lasciano un posto speciale nel cuore dei temporanei cittadini, sì perché per gli abitanti del luogo non siete semplici turisti ma momentanei concittadini.

SANTA CESAREA TERME – CASTRO MARINA

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Meta di numerosi turisti che sono affascinati dalla purezza delle acque, ma non solo, anche per chi ha bisogno di una cura termale, Santa Cesarea Terme è la meta ideale per chi ha voglia di coniugare mare e salute, storia e architettura. Una cittadina poliedrica situata ad oriente, nel Salento, si affaccia direttamente sul mar Adriatico, noto soprattutto per la rinomata stazione idrotermale le cui acque e cure danno importanti benefici.
Ma non solo le terme, le acque, infatti, ricche di zolfo e altri sali minerali, hanno importanti proprietà curative oltre a possedere un incantevole fascino.
Camminare lungo le viuzze di questa cittadina è un piacere per gli occhi, immergersi nelle natura e scrutare dall’alto il paesaggio imponente che scende a strapiombo sul mare è un spettacolo unico per gli occhi. In questo luogo non c’è bisogno di parlare, si rimane stupefatti di così tanta rarità.
Il territorio di questo borgo è tipicamente pianeggiante, quello che invece lascia di stucco sono gli alti e frastagliati scogli che si gettano a picco nel mare ricoperti da una ricca vegetazione e arbusti fioriti. Le coste frastagliate, che nascondono grotte, faraglioni e piccole rientranze molto suggestive,  sono luogo di incontri che lasciano il segno.

Le grotte più importanti: Gattulla, Sulfurea, Fetida e Solfatara, non solo sono le più celebri, ma al loro interno sgorgano acque termale, le cui proprietà e benefici le rendono appetibili ai più.
Malgrado la costa di Santa Cesarea Terme è alta e rocciosa, con acque la cui profondità è notevole, esistono stabilimenti balneari privati che facilitano l’ingresso in acqua, tuttavia non è la località più indicata per i bambini essendo luogo adatto per gli amanti delle nuotate in acque profonde e per chi ama avventurarsi e arrampicarsi su per gli scogli che fanno da cornice ad un mare incontaminato. Nonostante sia un luogo di balneazione più impervia, la bellezza unita a natura incontaminata di questo luogo lo rendono ogni anno meta di numerosi turisti, anche curiosi di provare i vantaggi delle sue acque.
Le sfaccettature di questo centro di interesse storico culturale si riflettono anche nei riconoscimenti che ha ricevuto, infatti, Santa Cesarea Terme, rientrando nel Parco Naturale Regionale Costa d’Otranto, è dichiarata zona protetta proprio per permettere la salvaguardia delle bellezze naturalistiche e storico-architettoniche del luogo.
Anche la storia di questo luogo è fondamentale, poiché già dall’antichità erano noti i benefici delle acque termali e sono state, ma in realtà lo sono tutt’oggi, la primaria fonte di ricchezza di questo paese. Tuttavia la posizione poco favorevole ha fatto si che gli insediamenti ritardassero, ciononostante Santa Cesarea Terme ha poi recuperato e sviluppato un percorso storico degno di questo nome, infatti è dotata di ben quattro torri costiere cinquecentesche che fungevano da protezione alla città dai possibili attacchi dei pirati saraceni.
La struttura civile più rinomata e presente in molte raffigurazioni e soggetto di numerosi souvenir è Villa Sticchi, che si erge imponente su di uno sperone roccioso. La peculiarità di questo palazzo sono le lavorazioni in pietra leccese ad opera di maestri artigiani locali e i suoi vividi e accesi colori che spaziano dal celeste al bordeaux, la sua maestosa cupola è visibile da ogni punto della città ed è divenuta il simbolo di questo borgo.

Spostandosi verso sud si incontra Castro Marina quartiere di Castro, che si sviluppa dalla parte al di sopra del livello del mare fino al porto, questo quartiere da molti confuso come frazione a parte è in realtà un prosieguo di Castro con il quale si intreccia e forma un unico agglomerato. Situato lungo il litorale salentino è fonte di esperienze uniche a chiunque ne faccia visita.
Utilizzato in antichità come porto e scalo commerciale, oggi perdendo la sua originaria funzione diviene centro di interesse turistico e ogni anno accoglie migliaia di visitatori che rimangono affascinati dalla conformazione del borgo, ma anche dalle spiagge e paesaggi che fanno da sfondo alla meraviglia di cui la natura ha fatto dono.
Anche Castro Marina è caratterizzata da scogliere frastagliate e insenature e piccole calette che nascondono al loro interno grotte e scogli da cui tuffarsi per immergersi in un’acqua fresca e pulita. Indicata soprattutto per i sub e gli amanti delle immersioni poiché i fondali nascondono perle di vera bellezza.

La vera punta di diamante di questo luogo è la Grotta della Zinzulusa, che tra le tante presenti in questo luogo è la più rinomata, ideale la visita con escursione da effettuarsi in barca, per poi approdare su di una piccola spiaggetta presente all’interno della grotta e poter ammirare le stalattiti che pendono dal soffitto roccioso.
Questa grotta è idealmente suddivisa in tre zone: ingresso, cripta e fondo, all’interno è caratterizzata dalla presenza di acque che si alternano tra marine e dolci, limpidissime ma fredde. Anche la varietà di flora presente è notevole, la presenza di numerosi organismi la rende incontaminata e selvaggia. La grotta tuttavia necessita di particolare tutela essendo esposta a particolari rischi dovuti alla criticità delle grotte carsiche.
Insomma, che si tratti di Santa Cesarea Terme o Castro Marina, che voi ci andiate per il mare o per la natura incontaminata, il Salento non delude mai.